Frana del Pizzo Cengalo, tutti assolti
Dopo un processo incentrato sulla prevedibilità dell'evento, tutti gli imputati per la frana del Pizzo Cengalo del 2017, inclusa l'allora sindaca, sono stati assolti dall'accusa di omicidio colposo.
Il Tribunale regionale di Maloja ha assolto tutti e cinque gli imputati nel processo sulla frana del Pizzo Cengalo, costata la vita a otto escursionisti il 23 agosto 2017. Tra gli imputati figurava anche l’allora sindaca di Bregaglia e attuale consigliera nazionale del Partito liberale radicale (PLR, destra) Anna Giacometti, per la quale l’accusa aveva chiesto una condanna per omicidio colposo plurimo.
La sentenza conclude un procedimento durato nove anni e un dibattimento chiuso il 25 agosto con oltre un giorno d’anticipo rispetto al previsto. Né il procuratore Bruno Ulmi Stuppani né il legale delle famiglie delle vittime avevano infatti replicato alle arringhe della difesa, lasciando la parola agli imputati.
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Al centro del processo vi era la questione se il crollo di 3,1 milioni di metri cubi di roccia dal Pizzo Cengalo fosse prevedibile con sufficiente anticipo da consentire ulteriori misure di sicurezza. Le difese del geologo esterno e dei due funzionari dell’Ufficio cantonale foreste e pericoli naturali avevano sostenuto che non vi fossero segnali tali da far presagire l’imminenza della frana e che un aumento significativo dell’attività della montagna fosse stato osservato soltanto pochi minuti prima del distacco.
Nel corso dell’ultima udienza gli imputati avevano anche ricordato il peso umano della vicenda. Giacometti aveva dichiarato che la tragedia e la sofferenza delle famiglie l’avevano profondamente segnata, affermando di aver sempre cercato di adempiere ai propri doveri istituzionali. I due funzionari cantonali avevano invece sottolineato come la valutazione del pericolo fosse stata effettuata con la massima attenzione, ricordando che in montagna un rischio residuo non può essere eliminato del tutto.
Durante il processo erano inoltre emerse divergenze sull’attribuzione delle responsabilità tra Comune e Cantone nella gestione dei pericoli naturali. Tutti i legali della difesa avevano chiesto il proscioglimento, sostenendo che una condanna avrebbe potuto avere conseguenze di vasta portata sulla gestione futura dei rischi naturali nelle regioni alpine e sulle responsabilità di sindaci, sindache e tecnici chiamati a prendere decisioni in situazioni di incertezza.
Il servizio del TG 12.30 della RSI del 4 settembre 2026 e le reazioni alla sentenza:
Sollievo del Cantone
Il Cantone dei Grigioni e l’Ufficio foreste e pericoli naturali hanno fatto sapere di prendere atto con sollievo dell’assoluzione dei loro collaboratori. “Dopo un lungo procedimento, siamo sollevati che sia stata emessa una sentenza di primo grado e che gli imputati siano stati assolti”, dichiara Urban Maissen, direttore dell’Ufficio foreste e pericoli naturali, citato in un comunicato.
Le conseguenze della frana rovinata dal Pizzo Cengalo rimangono un triste ricordo. “La nostra vicinanza va ai familiari che hanno perso i loro cari”, afferma Maissen.
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