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Forte calo del consumo di vino in Svizzera

Tre bicchieri con del vino bianco.
I vini bianchi nostrani sono scesi sotto la soglia dei 40 milioni di litri, superati da quelli di provenienza estera. Keystone / Noemi Cinelli

Cala il consumo di vino in Svizzera: lo scorso anno è sceso del 7,9%, attestandosi a 218,4 milioni di litri. Lo indica l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), che definisce tale tendenza - osservata in tutta Europa - "preoccupante per la viticoltura".

A diminuire sono sia i vini bianchi (-5,9%), sia i rossi, inclusi i rosati (-9%), e gli spumanti (-2,5%). Il calo colpisce in particolare i vini svizzeri: sommando bianchi e rossi, il loro consumo ha registrato una contrazione considerevole del 20,7%, sottolinea l’UFAG in un comunicato. Di conseguenza, la quota di mercato dei vini elvetici è scesa di 3,4 punti percentuali, attestandosi al 35,5%.

Nel dettaglio, i vini bianchi nostrani sono scesi sotto la soglia dei 40 milioni di litri, superati da quelli di provenienza estera. Il consumo di chasselas, chardonnay e altri vitigni svizzeri di questa categoria è calato dell’11%, a 39,7 milioni di litri, mentre quello dei vini esteri è diminuito solo dello 0,2%, a 40,6 milioni di litri.

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Per i rossi elvetici si può parlare di un vero e proprio crollo: il consumo è sceso del 20,7%, a 37,7 milioni di litri, mentre quello dei rossi esteri è calato solo del 3,7%, a 100,4 milioni di litri.

Segno tangibile del cambiamento nelle abitudini di consumo: nonostante la vendemmia sia stata tra le più povere degli ultimi cinquant’anni, le scorte di vino hanno subito soltanto un modesto calo. Per l’UFAG, le ragioni sono molteplici e determinano un forte calo del consumo anche nei Paesi limitrofi e, più in generale, in quasi tutte le nazioni tradizionalmente consumatrici di vino.

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