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La scelta dell’albero di Natale

Un abete con le luci ai piedi del Cervino.
C'è anche chi opta per un abete nella natura... Keystone / Martin Ruetschi

Mancano meno di due settimane a Natale e il tradizionale albero fa già bella mostra di sé nella grande maggioranza delle abitazioni. Un simbolo delle festività, a cui gli svizzeri restano sempre affezionati. Ad attestare questo dato, le cifre: ogni anno, infatti, sono oltre un milione e mezzo gli alberi che vengono acquistati.

Sì, ma quali alberi? A incidere sulla scelta è sempre più la sensibilità per l’impatto ambientale. Lo indica il fatto che l’albero sintetico, destinato a restare nelle case per anni, è sempre più richiesto: i negozi e le rivendite online segnalano infatti un aumento del 30% rispetto al 2021. “I clienti fanno sempre più attenzione al clima; sono entrati nella prospettiva del consumo sostenibile”, osserva in proposito Evelyne Gallas, responsabile di un negozio di articoli domestici a Conthey, in Vallese. “Ce l’ho da più di 15 anni, e ha ancora tutti i suoi aghi”, sottolinea quindi una cliente di questa rivendita.

Mantenere l’albero sintetico in buono stato, e a lungo, è però la condizione imprescindibile per un bilancio ambientale positivo. “Se si vuole tener conto davvero dell’impatto sul clima, l’albero sintetico va bene solo se lo si tiene per più di 5 anni”, spiega Laurianne Altwegg della Federazione romanda dei consumatori (FRC), precisando che se si considera il bilancio ecologico “il peggiore è l’abete importato, in particolare dalla Danimarca”.

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Una clientela sempre più numerosa chiede quindi alberi di produzione indigena. Ben lo sanno i lavoratori di un punto vendita in Vallese, che cerca di aumentare l’offerta di abeti locali. Quest’anno ben 7 su 10 provengono da vivai della Romandia. “Questi alberi hanno tre vite: con la prima danno lavoro, con la seconda danno gioia e con la terza forniscono composto, calore o elettricità”, commenta Olivier Bourdin, direttore dell’azienda forestale Cône de Thyon.

Presso lo stesso fornitore, si sta poi affermando una particolare tendenza: noleggiare un abete locale, da tenere per il periodo delle festività, per poi restituirlo alla rivendita. Che dire di questa opzione? “Alcuni sono troppo sfruttati, troppo secchi… Ma il 70-80% sono ripiantati in terra per riprendere vigore”, rileva Fabien Lafarge, responsabile per la comunicazione di Migros in Vallese, precisando che “ci possono volere 2 o 3 anni” in un vivaio.

I più attenti all’impatto ecologico produrranno allora da sé il proprio albero, o ne decoreranno uno nel bosco. Anche questa rappresenta una nuova tendenza.

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