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Dopo 30 anni, l’arcidiocesi di Vaduz invia documenti a Coira

campanile di una chiesa
Keystone-SDA

Grazie al consenso dei sacerdoti coinvolti, l'arcidiocesi di Vaduz fornirà alla diocesi di Coira le copie degli archivi personali necessarie ai ricercatori dell'Università di Zurigo per la loro indagine sugli abusi nella Chiesa cattolica.

L’arcidiocesi di Vaduz consegnerà alla diocesi di Coira copie degli archivi personali risalenti fino al dicembre 1997. I documenti saranno così accessibili ai ricercatori dell’Università di Zurigo, che stanno conducendo ricerche sugli abusi nella chiesa cattolica.

“Sei dei sette sacerdoti ancora in vita, passati nel 1997 dalla diocesi di Coira all’arcidiocesi di Vaduz, hanno acconsentito alla consultazione dei documenti”, scrive martedì l’arcidiocesi in una nota. Il trasferimento degli atti è avvenuto quasi 30 anni fa, quando l’allora vescovo di Coira, Wolfgang Haas, venne nominato primo arcivescovo di Vaduz nel Principato del Liechtenstein.

“L’arcidiocesi ritiene importante sostenere il lavoro di ricerca nel quadro della legislazione vigente in Liechtenstein”, continua la nota. L’amministratore apostolico, Benno Elbs, ha avviato indagini giuridiche per verificare se e a quali condizioni sia consentito l’accesso agli archivi da parte di un istituto straniero. Dalle indagini è emerso che gli atti possono essere consultati dai ricercatori di Zurigo a condizione che i sacerdoti interessati vi acconsentano. Questo passo adesso è avvenuto.

I documenti dell’archivio verranno ora trasmessi in copia alla diocesi di Coira.

Lo studio sugli abusi terminerà nel 2027

Nel 2023 un’analisi condotta da storici dell’Università di Zurigo aveva rilevato più di 1’000 abusi sessuali perpetrati da chierici cattolici nelle diocesi svizzere dal 1950. Le vittime erano oltre 900. “Quanto scoperto non è che la punta dell’iceberg”, avevano scritto allora i ricercatori. Nel 2027 è prevista la fine dello studio, che consentirà di stabilire la portata reale degli abusi.

Altri sviluppi

Dalla prima fase dello studio sono scaturite diverse misure, che secondo il vescovo della diocesi di Coira, Joseph Maria Bonnemain, vanno portate avanti. “È una questione di giustizia per cercare di fare trasparenza sul passato e fare tutto il possibile per prevenire abusi in futuro”, ha sottolineato il vescovo recentemente in un’intervista rilasciata a Keystone-ATS.

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