Donna annegata nel Ceresio, l’autopsia non rivela nessun intervento di terzi
Le indagini preliminari sulla morte della 52enne ritrovata nel Ceresio escludono per ora il coinvolgimento di terzi, indicando come causa più probabile l'annegamento in attesa di ulteriori analisi tossicologiche.
Secondo quanto riferito dal portale online della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI Info, gli accertamenti finora effettuati sulla morte della 52enne residente nel Luganese, il cui corpo era stato ritrovato il 18 agosto nelle acque del Ceresio, non hanno evidenziato il coinvolgimento di terze persone nel decesso.
In una nota diffusa venerdì, la Polizia cantonale e il Ministero pubblico ticinese spiegano che, sulla base della relazione preliminare dell’autopsia ricevuta giovedì pomeriggio, e in assenza di una causa traumatica o patologica evidente, l’ipotesi al momento ritenuta più plausibile è quella di una morte per annegamento.
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Le autorità precisano tuttavia che il referto medico-legale dovrà essere completato con ulteriori accertamenti, tra cui uno screening tossicologico approfondito e analisi istologiche, necessari per consolidare le conclusioni degli esperti.
Le indagini proseguono con l’esame delle tracce raccolte e l’audizione di testimoni. Parallelamente continua anche l’istruttoria relativa alla presunta aggressione denunciata dalla donna lo scorso 8 agosto. L’incarto, al momento, resta aperto contro ignoti.
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