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La caccia speciale nei Grigioni all'esame delle urne

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Questo contenuto è stato pubblicato il 09 maggio 2019 - 12:01
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 9.5.2019)

Si sta surriscaldando il dibattito nei Grigioni in vista del voto popolare sull’abolizione della caccia speciale del prossimo 19 maggio.

L’iniziativa lanciata nel 2013 da animalisti e parte degli stessi cacciatori mira a sopprimere la riapertura della caccia in novembre e dicembre. I cosiddetti prelievi tardo autunnaliLink esterno hanno lo scopo di regolare il numero di cervi e caprioli - molti dei quali sono destinati a morire nel periodo invernale per la scarsità delle risorse alimentari - e di salvaguardare boschi e colture agricole.

Gli iniziativisti contestano questa tradizione poiché in novembre e dicembre vengono colpiti soprattutto cerbiatti di pochi mesi e le loro madri. In alternativa viene avanzata la richiesta di estendere di 4 giorni la caccia ordinaria in settembre e ottobre.

Il governo cantonale si era opposto all’iniziativa sostenendo che l’estensione della caccia ordinaria non risolverebbe il problema della riduzione degli ungulati e obbligherebbe le autorità ad allestire costosi piani di abbattimento annuali con la partecipazione degli stessi cacciatori.

Ma al termine del lungo iter politico-giudiziario costellato da corsi e controricorsi il Tribunale federale ha sancito nel novembre 2017 la legittimità dell’iniziativa su cui si dovranno ora esprimere gli elettori grigionesi.

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