Crans-Montana, a febbraio un incontro tra inquirenti vallesani e italiani
In seguito alla tragica strage di Capodanno a Crans-Montana, le autorità svizzere e italiane s'incontreranno per coordinare le indagini, nonostante le tensioni diplomatiche causate dalla forte pressione di Roma per una squadra investigativa congiunta e dalle critiche sulla gestione del caso.
Le autorità svizzere e italiane intensificano la cooperazione per far luce sull’incendio del locale “Le Constellation” a Crans-Montana, la tragedia di Capodanno che ha provocato decine di vittime e feriti, in gran parte cittadine e cittadini italiani. A metà febbraio è previsto un incontro tra la Procura vallesana e gli inquirenti di Roma, come confermato dall’ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti, in un’intervista al gruppo CH Media.
Secondo Balzaretti, la riunione avverrà “a livello tecnico” e rientra nel quadro della collaborazione già avviata tra le autorità giudiziarie dei due Paesi. Il diplomatico ha precisato che l’Italia aveva chiesto un simile scambio prima ancora che fosse presa una decisione sulla richiesta di assistenza giudiziaria internazionale, trasmessa alla Procura vallesana dall’Ufficio federale di giustizia (UFG) il 14 gennaio. L’appuntamento di febbraio, ha aggiunto, non costituisce un ritardo da parte svizzera, ma rappresenta “la prima data possibile per la Procura di Roma”.
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Le indagini potranno essere condotte anche nel quadro di una squadra investigativa comune (SIC), uno strumento previsto per casi complessi e transnazionali. Su questo punto, il governo italiano ha esercitato una forte pressione, chiedendo con insistenza che magistratura e polizia italiana partecipino attivamente all’inchiesta. Nei giorni scorsi la premier Giorgia Meloni aveva espresso “rammarico” per quelle che considera incertezze e lacune nelle indagini svizzere, dichiarandosi inoltre “indignata” per la scarcerazione del proprietario del locale, Jacques Moretti. In segno di protesta, l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, era stato richiamato a Roma e ricevuto dalla presidente del Consiglio; il suo rientro in Svizzera è stato subordinato alla creazione di una squadra investigativa congiunta.
DFAE: “È fondamentale la separazione dei poteri”
A Berna, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ribadito di comprendere la richiesta italiana di una cooperazione stretta e trasparente per chiarire rapidamente le circostanze della tragedia. La Svizzera e l’Italia condividono lo stesso obiettivo: accertare i fatti ed assicurare alle proprie responsabilità le persone coinvolte. Allo stesso tempo, il DFAE ha ricordato che il principio della separazione dei poteri assegna alle autorità giudiziarie cantonali – in questo caso il Vallese – la piena competenza sull’inchiesta, senza possibilità di intervento politico.
Nonostante le tensioni diplomatiche degli ultimi giorni, Balzaretti ha assicurato che “non esiste alcuna crisi tra i due Stati”. L’imminente incontro tra procuratori rappresenta, secondo l’ambasciatore, un passo importante per consolidare la cooperazione e proseguire le indagini in modo efficace e coordinato.
Il TG 20.00 della RSI del 27 gennaio 2026 ha dedicato ampio spazio alle tensioni tra Svizzera e Italia sul caso Crans-Montana:
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