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Cortina rinuncia al bob, l’alternativa è St. Moritz

Uno slittino lungo la pista di St. Moritz in una giornata di sole.
St. Moritz e la sua pista naturale potrebbero essere scelti per ospitare le gare di bob, slittino e skeleton dei prossimi Giochi olimci invernali. @Cresta Run

La decisione ora è definitiva. La nuova pista da bob di Cortina D'Ampezzo non verrà costruita. Per le gare di bob, slittino e skeleton delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si dovrà cercare una soluzione all'estero. Lo ha comunicato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, durante la sessione del Comitato olimpico internazionale a Mumbai. Spostare le gare a St. Moritz sembra essere la scelta più naturale.

La decisione italiana è stata condivisa dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO). Non solo. La scelta di non costruire a Cortina una nuova pista è stata elogiata: il principe Alberto di Monaco, presidente della commissione sostenibilità, ha detto che è coerente con il cambiamento climatico. Già mesi fa il CIO aveva dichiarato che non è necessario costruire un impianto nuovo e che dovrebbe essere utilizzata una struttura esistente nella regione o all’estero. Una soluzione suggerita anche dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi (CIPRACollegamento esterno) che si è detta più volte favorevole a usare impianti già esistenti, evitando di costruirne ex novo.

Eppure i primi commenti sulla stampa italiana parlano di figuraccia, come intitola ad esempio La RepubblicaCollegamento esterno il suo contributo: “Olimpiadi 2026, pista di bob a St. Moritz: si risparmierà su Cortina ma la figuraccia dell’Italia resta”.

Una pista nuova di bob? Costi troppo alti

Rifare la pista cortinese, utilizzata per le Olimpiadi del 1956, sarebbe costato attorno agli 81 milioni di euro: ma nessuna ditta ha voluto rischiare. Il bando d’asta è infatti andato deserto il 31 luglio scorso. Le due ditte che sembravano interessate, la Webuild e la Pizzarotti, due colossi nel campo delle costruzioni, si sono tirate indietro dopo un sopralluogo, come riferiva alcuni giorni fa sempre La RepubblicaCollegamento esterno.  Ci sarebbe voluto un bando urgente da parte del Governo con altri 50-60 milioni (da aggiungere agli 81) per tentare di sbloccare la situazione. Altrimenti addio Cortina. E così è stato deciso. A Cortina resteranno solo due discipline, il curling e lo sci femminile. E lo stesso villaggio olimpico verrà ridimensionato.

Soluzioni alternative a Cortina? Considerando queste premesse, la scelta dovrebbe cadere su Innsbruck in Austria, più vicina a Cortina o più probabilmente su St. Moritz, più vicina a Milano. L’ipotesi di spostare le gare a Cesana, in Piemonte, su impianti costati 110 milioni nel 2006 per le Olimpiadi di Torino, è subito tramontata, sebbene ancora oggi le autorità piemontesi – per voce del presidente della Regione Alberto CirioCollegamento esterno – si augurassero che questa ipotesi potesse continuare a essere sul campo. Per ripristinare la pista di Cesana ci vorrebbero però altri 50- 60 milioni. Troppi. Anche se La StampaCollegamento esterno di Torino scrive che “il governo spenderà all’estero soldi degli italiani”.

L’alternativa più fattibile di Innsbruck sarebbe già stata scartata per i costi elevati (si parla anche qui di 50 milioni) e a causa di una pista poco “ecologica” visto che utilizza quintali di ammoniaca, sebbene il sindaco della città austriaca abbia avanzato la candidaturaCollegamento esterno. Resterebbe dunque una sola alternativa: la località engadinese di St.Moritz. Il centro grigionese dispone già di una pista naturale e quindi pienamente sostenibile.

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Già in aprile Christian Brantschen, sindaco di Celerina (comune che condivide la pista con St. Moritz), aveva dichiarato di essere pronto al dialogo con le autorità italiane per mettere a disposizione l’impianto engadinese nel caso in cui Cortina avesse rinunciato a un impianto tutto suo. La pista esiste già. Non ci sarebbero problemi di tempistica e l’investimento per “Milano Cortina 2026” sarebbe minimo.

St. Moritz, la Montecarlo del bob

E la storia parla a favore di St. Moritz. La pista olimpica di bob engadinese è ritenuta un po’ la “Montecarlo” dei piloti di questa disciplina sportiva: non solo è la più antica e la più tradizionale del mondo, ma è anche l’ultima realizzata in ghiaccio naturale. “Olimpica” perché è già stata teatro delle gare dei Giochi olimpici invernali del 1928 e del 1948 (le ultime organizzate in Svizzera). Nella storia del bob St. Moritz ha inoltre organizzato ben 20 mondiali.

Tutto è iniziato però già nel 1885 con lo skeleton, dal nome del telaio in acciaio del nuovo tipo di slitta, su iniziativa di cittadini britannici. Il 21 dicembre 1897, all’Hotel Kulm, fu fondato il St. Moritz Bobsleigh Club (che ha festeggiato l’inverno scorso i 125 anni) e la prima gara si svolse il 5 gennaio 1898. La pista olimpica di bob da St. Moritz a Celerina, sull’ampio terreno sottostante l’hotel, fu inaugurata solo nel 1904.

C’è pure stato un tentativo di costruire una pista artificiale. Nel 1986 la popolazione ha bocciato questo progetto da 12 milioni di franchi, per la gioia degli appassionati e dei corridori di bob. Trattandosi di una pista in ghiaccio naturale, ogni inverno (solitamente tra fine novembre e metà dicembre) viene costruita ex novo con neve pressata e successivamente ghiacciata con acqua.

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I lavori per l’allestimento della pista hanno inizio l’ultima settimana di novembre. Verso Natale, la pista è pronta per le prime discese dopo che sono stati usati circa 5’000 metri cubi di neve e 10’000 metri cubi di acqua. Nonostante, o forse proprio grazie al fatto che la pista è naturale, la qualità del ghiaccio è tra le migliori a livello internazionale e non ha nulla da invidiare a quelle in ghiaccio artificiale. Resta un problema che oggi ancora problema non è: il cambiamento climatico che preoccupa tutti. Non va però dimenticato che St. Moritz si trova a 1’800 metri sopra il livello del mare e ci vorrà del tempo prima che il riscaldamento climatico possa mettere in pericolo la costruzione della pista.

Sicuramente se dovesse essere scelta per le Olimpiadi invernali del 2026, St. Moritz e la sua pista sarebbero pronti per l’appuntamento. Una soluzione messa però in discussione dal presidente della Regione Veneto Luca Zaia: “Ci risulta che la pista di St. Moritz abbia problemi di omologazione dal punto di vista dei requisiti olimpici. St.Moritz è una pista naturale, fatta con blocchi di ghiaccio, dipende molto dalle temperature e da altri fattori. Ho l’impressione – ha concluso Zaia – che St. Moritz non sia la soluzione”.

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