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La Confederazione boccia un aiuto mirato alla stampa

Niente sostegno finanziario ai quotidiani svizzeri. Il Consiglio federale è infatti dell'idea che non si debba sostenere singoli settori, rispetto ad altri, nell'ambito di questa crisi. Bocciato dunque un sostengo puntuale alla stampa elvetica profondamente in crisi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 aprile 2020 - 18:53
tvsvizzera.it/fra con RSI
Tempi duri per i giornali. © Keystone / Christian Beutler

La consigliera federale Simonetta Sommaruga avrebbe voluto sostenere con 78 milioni di franchi il settore di media, particolarmente colpito finanziariamente a causa del crollo degli introiti pubblicitari provocato dalla crisi del nuovo coronavirus. La proposta è però stata respinta la scorsa settimana dalla "netta maggioranza del Consiglio federale" per non privilegiare determinati settori, sostiene la testata di sinistra Wochenzeitung (WoZ).

A trarne maggior beneficio sarebbe stata la stampa scritta, in particolare i quotidiani e i domenicali, sostiene la WoZ, precisando che a essi la Confederazione avrebbe destinato 37 milioni di franchi come aiuti indiretti, ad esempio assumendosi i costi postali e di recapito anticipato.

Il sostegno sarebbe però anche andato a radio e televisioni private, aggiunge la testata svizzerotedesca, precisando che per i canali privati come TeleTicino e TeleBasel sarebbe stati destinati in totale 10,8 milioni di franchi.

A giovarne, in termini di liquidità, sarebbe anche stata l'agenzia di stampa elvetica Keystone-ATS, poiché la Confederazione avrebbe rilevato gli abbonamenti di tutti i media per sei mesi per un totale stimato di circa dieci milioni di franchi. 

L'opposizione al progetto, sostiene la WoZ, è legato al fatto che la maggioranza del Consiglio federale è dell'idea che non si dovrebbero sostenere singoli settori, rispetto ad altri, nell'ambito di questa crisi. Secondo il governo, viene aggiunto, gli aiuti economici immediati - ad esempio la possibilità di ottenere crediti e chiedere il lavoro ridotto, come già effettuato da numerosi gruppi mediatici e singole testate anche in Ticino - dovrebbero applicarsi a tutte le imprese. 

"Il Consiglio federale non ha riconosciuto la gravità della situazione e l'importanza centrale dei media per la democrazia", conclude la Wochenzeitung.

Sul tema ecco il servizio del telegiornale:

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