“Il francese resti la lingua delle organizzazioni internazionali”
Il francese deve restare la lingua di lavoro privilegiata nelle relazioni con le organizzazioni internazionali.
Il Consiglio nazionale è convinto che il francese debba restare la lingua di lavoro delle organizzazioni internazionali e mercoledì ha accolto con 93 voti contro 81 e 15 astensioni una mozione sul tema del senatore socialista ginevrino Carlo Sommaruga e già accolta dagli Stati.
Il testo è stato depositato quando la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha annunciato ai diversi uffici che dalla prossima valutazione sulla Svizzera da parte del GAFI la lingua usata sarà l’inglese. Secondo la maggioranza, non è certo questione di vietare l’uso di quest’ultima lingua, sovente necessaria nelle relazioni internazionali, quanto di mantenere anche il francese.
Si tratta di usare un po’ di buon senso, ha spiegato il relatore commissionale Jean-Luc Addor, secondo il quale eccezioni saranno ovviamente tollerate.
Secondo la minoranza, la Svizzera deve poter difendere i propri interessi al meglio e quindi utilizzare un idioma adeguato a questo scopo. Nicolò Paganini ha sostenuto che così facendo “la Svizzera si troverebbe a dover portare un interprete al tavolo quando tutti gli altri partecipanti parleranno inglese. Ne risulterebbero costi inutili e un attacco alla priorità principale della Svizzera, che è quella di difendere i propri interessi”. Queste argomentazioni non hanno però fatto breccia.
A nulla sono valse anche le obiezioni di Karin Keller-Sutter, secondo cui malgrado tutta la buona volontà spesso non si può fare altro che parlare in inglese. La consigliera federale ha fatto l’esempio del suo incontro con il commissario UE Paolo Gentiloni. La lingua utilizzata era quella di Shakespeare in quanto erano presenti esperti fiscali di altri Paesi.
Nella mozione Sommaruga, fra le altre cose, viene sottolineato che la Svizzera è impegnata a favore della difesa della francofonia sul piano internazionale in quanto membro dell’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) a livello governativo e dell’Assemblea parlamentare della Francofonia (APF) a livello parlamentare.
Il testo chiede inoltre al Governo di mantenere una lingua nazionale come lingua di lavoro – e non l’inglese – con le istituzioni e le organizzazioni internazionali (ad es. l’UE), le cui lingue ufficiali sono tedesco, francese o italiano.
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