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Clausola di salvaguardia, c'è malcontento tra i partiti

L'UDC pensa a una nuova iniziativa, il PS boccia la clausola, i sindacati insorgono, PLR e PPD sono con il CF

L'UDCminaccia di lanciare un'iniziativa per porre fine all'accordo sulla libera circolazione delle persone se Governo e Parlamento non implementano la decisione del popolo di limitare gli immigrati o se la fanno dipendere da un veto dell'UE. "Anche con la clausola di salvaguardia", sottolinea l'UDC in una nota venerdì, "non è possibile immaginare come l'immigrazione possa essere ridotta significativamente.

Dal canto suo il Partito Socialista rifiuta la clausola di salvaguardia proposta dal Consiglio federale per attuare l'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa. Quest'ultima, infatti, minaccia gli accordi bilaterali. "Anziché una soluzione unilaterale dobbiamo favorire una soluzione consensuale", annota Roger Nordmann, capogruppo parlamentare socialista. Anche i Verdibocciano la clausola di salvaguardia, convinti che di sicuro l'Unione europea non accetterà un cambiamento unilaterale delle regole del gioco.

Le proposte del Consiglio federale per attuare l'iniziativa contro l'immigrazione di massa hanno inoltre sollevato reazioni negative tra le parti sociali. Da un lato i datori di lavoro accolgono la volontà di salvaguardare i bilaterali, mentre i sindacatiinsorgono contro la debolezza mostrata dalle misure di accompagnamento.

Di tutt'altro tenore è la reazione del PLR, che dice sì alla clausola di salvaguardia. Ritiene tuttavia incomprensibile il motivo per cui il Governo abbia temporeggiato così a lungo su un dossier di una tale importanza. Positivo è che il Consiglio federale tenti di trovare una soluzione di concerto con l'UE in merito all'attivazione di questo dispositivo, ma non servono ulteriori misure di accompagnamento. Sulla stessa linea è il PPD, per il quale si tratta dell'unica opzione possibile; per il partito si dovrebbe però sfruttare meglio la manodopera indigena, integrando meglio nel mondo del lavoro le donne o gli uomini oltre i 50 anni. Inoltre i rifugiati potrebbero costituire un ulteriore potenziale lavorativo.

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