Si tratta di una decisione tecnica: il Tribunale cantonale di Zurigo ha annullato "per gravi vizi di procedura" la condanna di prima istanza contro l'ex Ceo della banca Raiffeisen. Il Ministero pubblico dovrà ora presentare un nuovo atto d'accusa al Tribunale distrettuale.
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tvsvizzera.it/fra con Keystone-ATS
Il 13 aprile 2022, il Tribunale distrettuale di Zurigo aveva condannato Pierin Vincenz a tre anni e 9 mesi di detenzione da scontare per le accuse di ripetuta appropriazione indebita, ripetuta amministrazione infedele, falsità in documenti, truffa, tentata truffa e corruzione passiva.
In una nota, il Tribunale cantonale afferma che sono stati violati i diritti fondamentali a un processo equo e a una promozione dell’accusa conforme alla legge. Il Tribunale d’appello parla in particolare di una “requisitoria in parte stravagante” e di accuse presentate in modo così esteso da superare il quadro giuridico. “Una circostanza quest’ultima che ha reso moto più difficile per gli imputati organizzare una difesa efficace”.
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Decisione tecnica
Il rinvio al Ministero pubblico – si precisa ancora nella nota – è una decisione tecnica e non dice nulla sulla questione della colpevolezza o dell’innocenza. Altro dettaglio importante: i beni confiscati a Vincenz e ad altri accusati non saranno dissequestrati.
Oltre all’ex Ceo di Raiffeisen, anche Beat Stocker, ex socio in affari di Vincenz ed ex direttore della società di carte di credito Aduno (ora Viseca) era stato condannato in prima istanza a quattro anni di detenzione, pure da scontare. I due imputati principali furono arrestati nel febbraio 2018 ed hanno entrambi passato 106 giorni in detenzione preventiva.
Profitti illegali
I due ex soci in affari erano accusati di aver realizzato profitti illegali milionari (9 milioni per Vincenz e 16 milioni per Stocker) attraverso partecipazioni segrete che detenevano in quattro società poi rilevate dalla banca Raiffeisen e da Aduno. Pierin Vincenz avrebbe inoltre accollato a Raiffeisen più di mezzo milione di franchi di spese per visite in locali a luci rosse e viaggi privati.
La sentenza di primo grado obbligava i due imputati principali a restituire 2,6 milioni di franchi (1,3 milioni ciascuno) a una società da loro danneggiata.
In relazione all’intricata vicenda giudiziaria è prevista anche la messa all’asta di una villa che Vincenz e l’ex moglie acquistarono a Morcote. La data è fissata per il prossimo 11 aprile presso il Municipio di Mendrisio e il valore di stima è di 4,2 milioni di franchi.
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