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"Serve una percentuale più alta di donne nell'esercito svizzero"

Senza interventi, all'esercito mancheranno un quarto degli effettivi entro il 2030. © Keystone / Alessandro Della Valle

Il capo dell'esercito svizzero Thomas Süssli intende aumentare la percentuale di donne nelle forze armate dall'0,8% attuale al 10% entro il 2030. Secondo lui, l'esercito fa già molto per l'integrazione delle donne, ma manca una strategia globale che è però in corso di elaborazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 giugno 2020 - 13:09

L'esercito elvetico soffre di una carenza di effettivi e secondo Süssli è un errore non considerare l'arruolamento delle donne come una soluzione. "Constatiamo che le donne già presenti nell'esercito sono particolarmente impegnate e motivate. Portano spesso nuovi modi di pensare", ha detto il capo dell'esercito in un'intervista pubblicata venerdì su diversi quotidiani svizzerotedeschi.

La questione di genere non è che un aspetto dell'obiettivo di Süssli di "un esercito per tutti". Nelle forze armate c'è posto per chiunque voglia contribuire alla sicurezza del Paese, qualunque sia il suo genere, la sua lingua o la sua religione, spiega il comandante.

Süssli non esclude che in futuro ci possano essere ad esempio degli imam nell'esercito per i soldati di fede islamica. Il comandante non esclude neanche che l'obbligo di possedere la nazionalità svizzera,  imposto dalla Costituzione, possa essere rivisto sul lungo termine.

Secondo recenti previsioni, senza interventi l'esercito potrebbe trovarsi in carenza di circa 30'000 soldati entro il 2030, un quarto degli effettivi.

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tvsvizzera.it/Zz/ats con RSI (TG del 26.06.2020)

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