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Profughi minorenni assistiti da specialisti

I locali (separati) per i richiedenti minorenni non accompagnati del Centro d'asilo di Basilea sono stati ricavati da una vecchia villa. © Keystone / Urs Flueeler

Dal 2020, i richiedenti asilo minorenni non accompagnati (RMNA) saranno assistiti in Svizzera da personale specializzato in ambito socio-pedagogico in tutti e sei i centri federali nei quali dallo scorso marzo, sulla base della nuova Legge sull'asilo, si concentra l'esame delle domande.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 giugno 2019 - 22:00
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 11.06.2019)

Le misure per garantire condizioni di alloggio e di assistenza più adatte ai minorenni, presentateLink esterno martedì dalla Segreteria di Stato della migrazione SEM, sono già state testate nei centri d'asilo di Basilea e Zurigo.

Il progetto pilota avviato nel luglio 2017, dopo una valutazione dell'Università di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), sarà definitivamente attuato in tutte le regioni procedurali a partire dal prossimo 1° gennaio.

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Specialisti e interpreti

Nei sei centriLink esterno, che hanno già permesso di accelerare le procedure ma erano ancora in parte inadeguati a prendere in carico i giovani in fuga da soli, saranno reclutati specialisti affiancare il personale assistenziale.

Inoltre, interpreti indipendenti presenzieranno a tutti i colloqui rilevanti. All'inizio, uno specialista esterno sarà incaricato di elaborare una strategia globale di tutela e un piano d'emergenza.

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Il numero di richiedenti non accompagnati è in calo, come lo sono le domande d'asiloLink esterno. Ma si tratta pur sempre di alcune centinaia di ragazzi e ragazze, come ricorda il responsabile del centro federale di Basilea, David Keller, qui intervistato dalla RSI.

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Nei nuovi centri federali, come si vede nel servizio, i RMNA hanno spazi riservati. Tutti i giorni devono andare a scuola e ognuno di essi ha una persona di riferimento. 

Sono previste misure anche per migliorare la collaborazione con i rappresentanti giuridici, i fornitori di prestazioni assistenziali e le autorità di tutela regionali, per rendere meno problematico il trasferimento dei profughi minorenni alla custodia dei Cantoni.

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