Analisi Swissmedic Vaccini, in Svizzera 177 casi di effetti collaterali gravi

Vista aerea di padiglione fieristico diviso in cabine, ognuna con insegna Libero/occupato/da pulire

Un centro di vaccinazione a Ginevra.

Keystone / Martial Trezzini

L'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic ha diffuso giovedì i risultati dell'esame dei casi sospetti di effetti indesiderati dei vaccini anti-Covid somministrati nella Confederazione. Fino all'8 marzo, in collaborazione con il centro di riferimento presso l'Ente ospedaliero cantonale (EOC) ticinese e altri centri di farmacovigilanza, sono state esaminate 597 notifiche e ne sono emersi 177 casi gravi. Le notifiche confermano il profilo delle reazioni avverse già noto dagli studi di omologazione.

In altre parole, gli effetti collaterali sono quelli menzionati nell'informazione sul farmaco, non sono indizi di nuovi problemi di sicurezza e non incidono sul rapporto rischi-benefici positivo dei due vaccini omologati (Pfizer-BioNTech, 343 notifiche, e Moderna, 251).

Il numero di notifiche va rapportato al numero di vaccinazioni effettuate.

La maggior parte delle segnalazioni, inoltrate perlopiù da operatori sanitari e nel 7,2% dei casi direttamente dalle persone colpite, sono state classificate come non gravi (70,4%). Sono invece state classificate come gravi le situazioni in cui il paziente è stato trattato in ospedale o considerate clinicamente significative per altre ragioni. Nelle maggior parte dei casi, gli individui non hanno però corso alcun pericolo.

Delle persone per le quali sono stati notificati effetti collaterali, 248 hanno età pari o superiore ai 75 anni, 124 tra 80 e 89, e 22 persone 90 anni o più.

Nessuna morte sospetta

In 21 casi gravi le persone vaccinate sono decedute a differenti intervalli di tempo dall'iniezione. Questi individui avevano in media 85 anni e per la maggior parte presentavano gravi patologie pregresse. Nonostante una vicinanza temporale, non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa della morte sia la vaccinazione; a provocarla sono state malattie che si manifestano a prescindere da essa, come infezioni, eventi cardiovascolari, malattie polmonari e respiratorie.

Le autorità di controllo dei farmaci di altri Paesi e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno ottenuto risultati simili, dopo la valutazione dei decessi temporalmente associati all'immunizzazione contro il Covid.

E le riaperture?

Intanto, c'è attesa per le comunicazioni del Consiglio federale (governo), che venerdì renderà note le sue proposte per la seconda fase di allentamenti (la decisione vera e propria è prevista per il 19 marzo, dopo una consultazione con i cantoni).

Fino a che punto si spingerà l'esecutivo? Indiscrezioni di stampa parlando di eventi culturali e sportivi concessi purché il pubblico sia ristretto e si resti seduti e con la mascherina, e di innalzamento del limite di persone per le riunioni private. Nel frattempo, però, i contagi sono di nuovo in aumento. È in arrivo la terza ondata?

Nel servizio RSI, il punto della situazione con Mattia Lepori, vice-capo area medica all'Ente ospedaliero cantonale ticinese.

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tvsvizzera.it/Swissmedic/ri con RSI (TG del 11.03.2021)

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