Abusi a Saint-Maurice, l’abate riprende le sue funzioni
La Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ) “deplora” il fatto che monsignor Jean Scarcella abbia deciso di riprendere le sue funzioni di abate di Saint-Maurice.
A suo avviso, ciò mina la credibilità delle misure adottate dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) e dalla stessa RKZ contro gli abusi.
“Molte persone, soprattutto nella Svizzera romanda, sono spiacevolmente colpite” dalla decisione, indica la RKZ in una nota risalente all’11 marzo scorso e pubblicata lunedì dal quotidiano Le Courrier.
Accusato di aver compiuto “un gesto inappropriato” più di 30 anni fa, il prelato è stato autorizzato dal Vaticano in febbraio a riprendere il suo incarico, dopo essersi autosospeso durante 17 mesi per consentire lo svolgimento dell’inchiesta canonica sul suo caso.
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Anche il Ministero pubblico vallesano, nell’ottobre 2024, aveva archiviato una denuncia nei suoi confronti, vista l’impossibilità di accertare i fatti e la prescrizione.
“Difficile da capire”
Per la RKZ, se Scarcella “interpreta la decisione (…) di archiviare il procedimento contro di lui e i suoi colleghi come se fosse stato innocentato dal punto di visto morale, ciò è difficile da capire, soprattutto per un uomo di Chiesa”.
Dal 2009, Scarcella ricopre una posizione di rilievo all’interno dell’abbazia di Saint-Maurice, di cui è padre abate dal 2015, ricorda la RKZ. “È quindi inevitabilmente responsabile di ciò che può essere accaduto in quegli anni”.
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