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A scuola con il velo: si può

Lo ha stabilito il Tribunale federale, sul caso di una ragazza bosniaca che s'era ripresentata col capo coperto nonostante il divieto dell'isitituto

Indossare il velo islamico in classe non può essere vietato: lo ha stabilito il Tribunale federale, confermando la sentenza di secondo grado sul caso di una ragazza bosniaca che si era ripresentanta con il capo coperto a lezione.

Una sentenza che di fatto invalida il regolamento della scuola di Sankt Margrethen -che aveva disposto il divieto di portare copricapo in classe, che fossero veli o cappellini da baseball- e che non piace neppure al Dipartimento dell'educazione del canton San Gallo, che aveva avallato il regolamento.

"Non credo che l'integrazione venga promossa se si fanno delle eccezioni per le ragazze musulmane", ha dichiarato il direttore del Dipartimento Stefan Kölliker, "e invece per gli altri scolari ci sono altre regole. Credo che per l'integrazione sarebbe meglio se per tutti ci fossero le stesse norme".

"Per me e per la mia famiglia", ha dichiarato Emir Tahirovic, padre della 15enne, "si tratta di un grande sollievo. Ma non solo. È un passo in avanti per la Svizzera e per tutti i musulmani praticanti in questo paese. Inoltre è un passo importante contro le organizzazioni criminali che vogliono danneggiarlo. Toglie infatti loro terreno fertile."

Per il Tribunale federale, la libertà di credo e di coscienza, sancita dalla Costituzione, è più importante delle regole che una scuola si da per attuare un insegnamento laico e evitare fonti di disturbo.

15.08

Una ragazzina musulmana può portare durante le ore scolastiche iun copricapo islamico (hijab). Lo ha stabilito il Tribunale federale, che ha respinto un ricorso presentato dalle autorità scolastiche di St. Margrethen, nel canton San Gallo.

La controversia tra i genitori dell'adolescente e le autorità scolastiche di St. Margrethen era scoppiata nell'agosto del 2013 quando la ragazza 13enne si era presentata in classe con un copricapo islamico. Su raccomandazione del capo del dipartimento cantonale dell'istruzione pubblica, il comune aveva in seguito stabilito un regolamento che vietava di indossare il velo.

Contrari a questa normativa, i genitori della ragazza, che sono di origine bosniaca, si erano rifiutati - sino a fine novembre 2013 - di mandare la figlia a scuola. Successivamente la 13enne aveva potuto nuovamente frequentare le lezioni grazie alla decisione del Tribunale amministrativo del canton San Gallo che aveva deciso a favore della ragazza. Decisione di seconda istanza confermata dal Tribunale federale.

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