A Davos i turisti ebrei ortodossi suscitano polemiche
Da 3 a 4'000 ebrei ed ebree ortodosse scelgono Davos per le vacanze estive.
Keystone / Abir Sultan
Ogni anno la località grigionese accoglie diverse migliaia di turiste e turisti ebrei ortodossi. La convivenza però non è sempre delle più pacifiche.
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tvsvizzera.it/mar/Keystone-ATS
Non è la prima volta che scoppiano polemiche. Gli ebrei e le ebree ortodosse che visitano la pittoresca stazione dei Grigioni sono regolarmente accusati di commettere atti di inciviltà, ad esempio lasciando rifiuti un po’ ovunque. Ma quest’estate sembra che si sia raggiunto l’apice.
“Se ti aspetti ospitalità, devi anche mostrare un minimo di rispetto, altrimenti non ne avrai”, ha dichiarato recentemente Reto Branschi, responsabile dell’Ufficio del turismo della regione Klosters-Davos.
Tra luglio e agosto, tra 3 e 4’000 ebrei ortodossi vengono a Davos, molto apprezzata da questa comunità, soprattutto per i suoi luoghi di preghiera e per il cibo kosher disponibile nei negozi.
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Progetto di mediazione abbandonato
Ad innescare le tensioni è stata anche l’insoddisfazione da parte dell’ente turistico del progetto Likrat public, un progetto di mediazione per spiegare ai turisti e alle turiste della comunità ortodossa modi di comportamento o regole dell’ordine pubblico, come ad esempio l’uso dei sacchi ufficiali della spazzatura.
“Dobbiamo organizzare i mediatori in modo diverso. Gestire così tanti ospiti con sole tre persone non può funzionare”, ha spiegato ai microfoni della Radiotelevisione svizzera Reto Branschi.
Per cercare soluzioni è stato organizzato un incontro con la Federazione svizzera delle comunità israelite. Dalla riunione non sono però emerse per ora proposte concrete, se non quella di creare un gruppo di lavoro con gli attori chiave di Davos.
“Sicuramente non ci tiriamo indietro davanti a un discorso costruttivo. Ma dobbiamo analizzare le proposte, capire come procedere, quali sono i desideri dell’ente turistico e soprattutto della città di Davos”, ha affermato Jonathan Kreutner, segretario generale Federazione svizzera comunità israelite.
I rancori nei confronti di questi vacanzieri e vacanziere, facilmente riconoscibili per gli abiti neri, i lunghi riccioli e le barbe degli uomini e le gonne lunghe e i collant delle donne, non datano di oggi.
Nel 2017, ad esempio, un albergatore di Arosa, sempre nei Grigioni, aveva scatenato indignazione a livello internazionale dopo che aveva affisso un cartello con il quale invitava gli ospiti e le ospiti di fede ebraica a fare la doccia prima di utilizzare la piscina.
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