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Valanga Gran San Bernardo: 3 italiani perdono la vita, 2 feriti

Gli scialpinisti vittime della valanga sul versante svizzero del Vallese

Tre persone sono morte sepolte da una valanga, una versa in gravi condizioni (al momento si trova in rianimazione) e una quinta è rimasta solo leggermente ferita. La disgrazia è avvenuta nel primo pomeriggio nella regione del Gran San Bernardo e gli sci-escursionisti (tutti italiani) stavano raggiungendo il rifugio del passo.

"Alcuni dei malcapitati sono stati trovati a più di due metri e mezzo sotto la neve", ha dichiarato il portavoce della polizia vallesana, Jean-Marie Bornet.

Il luogo della tragedia

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Questo il decalogo del Corpo forestale dello Stato per evitare di finire travolti dalle slavine:

1) Indossare l'Arva (dispositivo radio) controllandone il funzionamento prima di iniziare l'attività;

2) Muoversi il più possibile lungo le creste e i dorsali, utilizzando i punti sicuri del terreno, come le rocce, i tratti pianeggianti, gli alberi;

3) Evitare le zone sottovento e dominate da cornici;

4) I pendii aperti e uniformi, o quelli che presentano bruschi cambi di pendenza ed i canaloni sono da considerare sospetti;

5) In caso di manto nevoso instabile, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 30 gradi;

6) Evitare attraversamenti di pendii aperti;

7) Quando un attraversamento è necessario, il pendio deve essere tagliato il più in alto possibile;

8) La salita e la discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini;

9) Evitare assolutamente l'attraversamento di zone che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti o altre insidie;

10) Le vecchie tracce non sono indice di sicurezza, in quanto nel frattempo la situazione può essere mutata. Anche le tracce di animali non danno garanzie.

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