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Airbnb licenzia un quarto dei suoi dipendenti

Colpito in pieno dalla crisi causata dal coronavirus e dalle misure di confinamento, il gruppo che gestisce il portale online per affittare camere ha annunciato martedì il licenziamento di un quarto dei suoi 7'500 impiegati nel mondo.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 maggio 2020 - 13:15
tvsvizzera.it/mar/afp con RSI (TG del 6.5.2020)
In questi tempi di coronavirus, la maggior parte degli alloggi Airbnb rimane vuota. Keystone / Jens Kalaene

Il 2020 doveva essere l'anno della consacrazione per Airbnb, con lo sbarco in borsa. Si sta invece trasformando in un annus horribilis: "Stiamo attraversando la più dolorosa crisi della nostra esistenza", ha dichiarato il cofondatore della piattaforma e amministratore delegato Brian Chesky.

La pandemia ha praticamente posto fine ai viaggi e la società, lanciata nel 2008, prevede introiti per quest'anno pari "a meno della metà" di quelli del 2019. L'anno scorso si stima che il gruppo - valutato 31 miliardi di dollari - abbia incassato oltre tre miliardi di dollari di commissioni.

Per far fronte alla crisi, l'azienda è riuscita a raccogliere due miliardi di dollari. Tuttavia, è anche necessario ridurre i costi in tutti i settori. La piattaforma è confrontata con due "difficili realtà: non sappiamo quando i viaggi riprenderanno e quando ciò avverrà, sarà diverso", ha sottolineato Chesky per giustificare i circa 1'900 licenziamenti.

L'amministratore delegato ha inoltre annunciato di volere sospendere gli investimenti nel settore trasporti e il progetto Airbnb Studios. Saranno pure ridotti gli investimenti in diversi piani di integrazione nell'offerta di alberghi e di proprietà di lusso.

Secondo Chesky, questo "ricentraggio" della strategia commerciale permetterà ad Airbnb di tornare alle "radici" dell'azienda, poiché quando i provvedimenti di confinamento saranno tolti, i clienti "vorranno opzioni più vicine al loro domicilio, più sicure e meno care".

Il servizio del TG:

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