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Il pasticcio grosso dei visoni danesi

Alcuni visoni in gabbia in un allevamento di Naestved in Danimarca.
Visoni in gabbia in un allevamento di Naestved in Danimarca. Keystone / Mads Claus Rasmussen

La Danimarca ha deciso di riesumare, per cremarli, circa 4 dei 15 milioni di visoni che sono stati abbattuti perché portatori di una variante del coronavirus.

Il procedimento non avverrà prima di maggio, quando non ci sarà più alcun rischio di contagio. I visoni in questione sono stati sepolti in un’area militare nell’ovest del paese e alcune delle loro carcasse sono riemerse a causa dell’azoto e del fosforo prodotti dalla loro decomposizione, creando un rischio di contaminazione dell’aria.

Tra l’altro nelle vicinanze ci sono un lago balneabile e una fonte di acqua potabile.

L’allarme lanciato già due settimane fa

Il 10 dicembre scorso già si scriveva che i corpi in decomposizione dei milioni di visoni abbattuti in Danimarca e sepolti in fosse comuni potrebbero aver contaminato le falde acquifere sotterranee. 

Uno studio dell’agenzia per la protezione ambientale ha concluso che le acque sotterranee nell’area potrebbero essere già state inquinate e hanno esortato le autorità ad agire rapidamente. 

La Danimarca, il più grande esportatore mondiale di pellicce di visone, ha annunciato all’inizio del mese scorso che avrebbe eliminato fino a 15 milioni di visoni dopo aver scoperto una versione mutata del virus che avrebbe potuto mettere a repentaglio l’efficacia dei futuri vaccini.

Non essendo in grado di cremare un numero così elevato di animali, le autorità hanno seppellito milioni di esemplari in delle fosse profonde due metri in un’area di addestramento militare nello Jutland occidentale. Ora parte di essi verranno riesumati e cremati.

Il servizio del telegiornale:

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tvsvizzera.it/fra con RSI


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