Vertice UE al 4° giorno Recovery Fund, resta una divergenza da 10 miliardi

Michel seduto davanti a un microfono con le mani conserte come in preghiera; dietro, logo del Consiglio UE

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel in un'istantanea del secondo giorno di summit.

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Il vertice UE sul piano di rilancio dell'economia (Recovery Fund) e sul bilancio a lungo termine (2021-2017) dell'Unione Europea proseguirà per una quarta giornata. Un portavoce del presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha confermato lunedì mattina che i lavori riprenderanno alle 16.

La terza tornata di negoziati si è intanto conclusa con trattative a oltranza nella notte e un nulla di fatto: non è stato trovato un accordo sulla dotazione delle sovvenzioni (il piano prevede anche una quota di prestiti). I Paesi cosiddetti 'frugali' sono sembrati disposti a innalzare la soglia degli aiuti a fondo perduto fino a 375 miliardi, poi 390, quelli mediterranei non vogliono scendere sotto i 400.

Charles Michel, secondo quanto anticipato dal premier italiano Giuseppe Conte e altre fonti europee, proporrà lunedì due soluzioni, "con una riduzione dei sussidi a 400 e 390 miliardi". Una dotazione da 400 miliardi di euro "condurrebbe a un maggiore sconto per i Paesi che ne hanno diritto [lo sconto sul contributo al bilancio dell'Unione è il meccanismo di correzione che restituisce fondi ai virtuosi, ndr] e quella da 390 un minore sconto", ha precisato Conte.

Gli aggiornamenti dal Radiogiornale delle 7.

Il premier italiano, nella notte, ha ribadito che non si può ridurre il Recovery fund né pretendere di dare a ogni Paese il potere di bloccarne i fondi ("L'Italia ha una dignità e non ci faremo piegare"). È parso peraltro credere che il vertice sia prossimo a una svolta.

"Ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni e il confronto diventa più risolutivo: spero che si possa iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste in gioco, frutto dell'intensa negoziazione di questi giorni".

Il servizio di Infonotte di domenica.

Tra i contrasti più forte e simbolici del vertice c'è quello tra Italia e Olanda. E per capire ragioni e storia di questa contrapposizione, il corrispondente della RSI da Roma ha incontrato Màrteen Van Aalderen, del quotidiano olandese “De Telegraaf”.



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