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Europee, avanzano i populisti

I sovranisti avanzano al Parlamento europeo grazie alle vittorie di Marine Le Pen in Francia, Matteo Salvini in Italia e Nigel Farage nel Regno Unito. In crescita anche Liberali ed ecologisti mentre cedono i partiti storici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 maggio 2019 - 08:11
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Il Partito Popolare Europeo (PPE, destra europeista) - con 179 seggi contro i 216 attuali - e i Socialdemocratici (S&D) - con 150 seggi contro 185 - rimangono le due principali formazioni dell'emiciclo europeo, perdono però la maggioranza.

Ora dovranno confrontarsi con gli ecologisti, che passano da 52 a 70 seggi, grazie ai buoni risultati ottenuti in Germania e Francia, e i liberali (Aldus), compreso il partito del presidente francese Emmanuel Macron, che hanno vinto 107 seggi contro i 69 attuali.

Quale maggioranza? L'analisi del corrispondente della RSI a Bruxelles:

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Sovranisti

In Italia la Lega è il primo partito col 34%. Crolla invece il Movimento 5 stelle al 17%. Il Pd è al secondo posto col 23%. Nel Regno Unito vola attorno al 33% il Brexit party di Nigel Farage, primo partito Ue insieme alla Cdu tedesca. Crolla invece all'8,8% il partito conservatore britannico, il risultato più basso dal 1832.

L'analisi del risultato italiano:

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In Francia, il Rassemblement national (RN) di Marine Le Pen supera di 0,9 punti la lista sostenuta dal presidente Emmanuel Macron. Secondo i risultati finali pubblicati dal Ministero dell'Interno francese, il movimento di estrema destra ha vinto con il 23,31% dei voti, un risultato leggermente in calo rispetto al 2014 (24,9%).

In Ungheria, il leader populista Viktor Orban ha ampiamente vinto le elezioni europee nel suo paese. In Austria, il partito conservatore del cancelliere austriaco Sebastian Kurz si è piazzato in testa, davanti ai socialdemocratici e all'estrema destra del FPÖ, colpita dall'"Ibizagate".

Spagna socialista

In Spagna, il capo del governo spagnolo Pedro Sanchez è l'unico socialista ad emergere come il grande vincitore delle elezioni in un grande paese. In Grecia, delude invece la sinistra radicale, che perde seggi rispetto al 2014 e vede anche la sconfitta del suo uomo simbolo, Alexis Tsipras, che chiede elezioni anticipate nel paese.

Buoni risultati per gli ecologisti, che sperano di diventare un interlocutore indispensabile in un panorama politico più frammentato che mai. In Francia, con il 13,4% dei voti, si sono classificati al terzo posto inaspettatamente. In Germania i Verdi sono al momento in seconda posizione, subito dopo il centro-destra di Angela Merkel, che ha registrato un minimo storico del 28,6%. 

Affluenza

L'affluenza è stata del 50,5 per cento, il livello più alto degli ultimi 20 anni. Questa mobilitazione segna la fine della continua erosione che caratterizza le elezioni europee dal 1979. I capi di Stato e di governo si riuniranno martedì per un vertice per discutere le prossime nomine.

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