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Oppioidi più letali delle armi, Trump reagisce

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Il presidente americano Donald Trump ha promesso battaglia all’uso di oppiacei. Oggetto di un memorandum firmato giovedì, è la più grande crisi sanitaria degli Stati Uniti dalla diffusione dell’AIDS: ogni anno, 64 mila persone sono vittima di overdose di stupefacenti o di antidolorifici oppioidi legalmente prescritti dai medici.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2017 - 21:40
tvsvizzera.it/ri con RSI (TG del 28.10.2017)

È un’epidemia silenziosa che fa più morti delle armi da fuoco o degli incidenti d’auto. Dal 1999, il numero delle vittime è quadruplicato. Responsabili di questa situazione sono anche le lobby farmaceutiche, con le loro pressioni e i regali ai medici: nel 2016, oltre 630 mila dottori hanno ricevuto doni per più di 8 miliardi di dollari.

Un problema sono anche la pubblicità in tv (USA e Nuova Zelanda sono gli unici due paesi a consentirla), la mentalità (qualsiasi problema si può risolvere con una pillola) e il sistema sanitario americano: non tutti hanno un’assicurazione e non sempre le terapie alternative sono rimborsate.

Parole senza soldi?

Donald Trump aveva creato una commissioneLink esterno ad hoc e si era impegnato, lo scorso agosto, ad affrontare il problema con la sua amministrazione impiegando "un sacco di tempo, sforzi e soldi".

Nel memorandumLink esterno presidenziale si parla tuttavia di "emergenza sanitaria pubblica" e non emergenza nazionale. Di conseguenza, per combattere la piaga sarà utilizzabile un fondo che al momento ha solo 57 mila dollari e non quello per i disastri naturali.

L’amministrazione si impegna a lavorare con il Congresso per stanziare altri fondi. 

Ogni giorno sono assunte negli Stati Uniti quasi 50'000 dosi di oppioidi per milione di abitanti. L’abuso di oppiacei causa 140 morti al giorno, ovvero oltre 50 mila l’anno, e secondo le stime degli esperti potrebbero uccidere 500 mila americani nel prossimo decennio.

La crisi è stata dichiarata ‘epidemica’ solo nel 2011 ma ha le sue radici negli anni ’90, quando si diffusero nuovi farmaci antidolorifici, più efficaci ma che creano dipendenza, entrati nella cultura e nella vita quotidiana degli americani.

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"Parole senza soldi", ha commentato la leader democratica Nancy Pelosi dopo l’intervento del presidente. Ma secondo la Casa Bianca non è appropriato dichiarare emergenza nazionale una crisi che dura da anni.

La mossa di Trump, secondo i detrattori, denota la mancanza di una reale volontà di combattere il fenomeno, nel quale sono in giorno enormi interessi economici delle multinazionali farmaceutiche.

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