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La difficile partita Svizzera - Italia

Didier Burkhalter a Roma affronterà temi italo-elvetici ma senza dimenticare il suo ruolo di presidente Osce

Didier Burkhalter a Roma affronterà temi italo-elvetici ma senza dimenticare il suo ruolo di presidente Osce

(keystone)

Martedì il presidente della Confederazione incontra il presidente del Consiglio italiano: i temi sul tavolo sono tanti e complessi

Il presidente della Confederazione, nonché responsabile del Dipartimento degli affari esteri, Didier Burkhalter martedì a Roma incontrerà il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e la ministra degli esteri Federica Mogherini.

I temi che verrano discussi

Con Matteo Renzi si parlerà per forza di questioni fiscali ma da quanto si è capito, il tema principale sarà per contro la politica svizzera e i suoi rapporti con l'Unione europea. Questo poiché l'Italia ha assunto la presidenza dell'Ue da inizio luglio. Con la ministra degli esteri italiana Federica Mogherini, Didier Burkhalter, presidente di turno dell'Osce, dovrebbe intrattenersi sulla situazione, tesa, in Ucraina e nel Medio Oriente.

L'accordo fiscale e le attese dei due paesi

L'accordo fiscale tra Italia e Svizzera ha occupato ben 4 governi italiani, da Berlusconi a Renzi, passando da Monti e Letta, senza però mai arrivare a un'intesa (tra l'altro annunciata a ogni vigilia di incontro tra alti rappresentanti dei due paesi...). A che punto siamo oggi? La situazione è complessa.

La Svizzera nel frattempo ha aderito al protocollo Ocse per lo scambio automatico di informazioni bancarie che dovrebbe andare a regime nel 2017. Perché allora un accordo? Chi ne beneficerebbe maggiormente?

La "Voluntary Disclosure" (decreto di legge italiano sul rimpatrio dei capitali detenuti all'estero) permetterebbe agli italiani che detengono attività finanziarie o patrimoniali all'estero non dichiarate al Fisco, sanare la loro posizione, anche penale, pagando le relative imposte e le sanzioni in misura ridotta. Questo però sarebbe facilitato se la Svizzera venisse tolta dalla famosa lista nera (black list).

Stime ufficiose parlano di 120-180 miliardi di euro che hanno spiccato il volo dall'Italia nelle banche elvetiche. Una volta entrato in vigore la "Voluntary Disclosure", gli italiani hanno tempo 60 giorni per denunciarsi. Questo significa che un accordo italo-svizzero è "quasi" urgente. Il decreto legge però, stando alle ultime notziei. potrebbe slittare a settembre.

Ma la Svizzera in questo accordo fiscale, in primis, sulla spinta del Canton Ticino, vuole rinegoziare anche il trattamento fiscale dei lavoratori italiani transfrontalieri. Se accordo ci sarà, con tutta probabilità il famoso ristorno delle imposte pagate dai frontalieri dovrebbe essere inferiore all'attuale 40%. Ii comuni di frontiera italiani non ne sarebbero molto felici.

Black list

Italia è l'unico paese europeo a porre la Svizzera su delle liste nere dei paesi non cooperativi a livello fiscale. Il governo Renzi sembrerebbe più disponibile al dialogo. Il clima attuale è diverso da quello vissuto alcuni anni fa, quando l'allora ministro dell'economia Giulio Tremonti si era addirittura rifiutato d'incontrare la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf. L'Italia dovrebbe dunque sopprimere queste liste nere, che non penalizzano solo le aziende svizzere, ma anche quelle italiane, dal momento che complicano il commercio tra i due paesi.

Una presidenza UE scomoda

Il semestre di presidenza dell'UE non dovrebbe però facilitare il compito dei negoziatori svizzeri. L'Italia ha degli interessi da difendere, che contrastano con quelli svizzeri, in tutte le tre principali vertenze in sospeso tra Berna e Bruxelles: numerose aziende italiane si sono trasferite negli ultimi anni in Svizzera, la maggior parte dei fondi evasi al fisco italiano si trovano nelle banche elvetiche e l'emigrazione di manodopera italiana verso la Svizzera è di nuovo ripresa dalla recente crisi economica.

Inoltre l'Italia evidentemente non può certo andare contro la volontà di Bruxelles. E qui pensiamo soprattutto all'accordo fiscale, mal visto dai vertici europei. Insomma l'incontro Renzi-Burkhalter è tutt'altro che semplice e linerare. Il rischio è che si parli maggiormente di Eu-Svizzera e meno di Italia-Svizzera.

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