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L’Aquila: in 5 anni ricostruito il 20%

Lo dice Legambiente. Per la ricorrenza fiaccolata nel centro. Gli interventi della Chiesa.

Una fiaccolata nel centro storico, poi alle 3.32, l'ora del sisma, 309 rintocchi delle campane, uno per ogni vittima: così L'Aquila ha ricordato il terremoto di cinque anni fa, nella notte fra il 5 e il 6 aprile del 2009.

La scossa ha aperto una ferita che non si è ancora richiusa. Nella memoria degli abitanti sono indelebili le immagini delle macerie, le grida, i morti. E la città è lungi dall'aver ritrovato il suo aspetto passato: la casa dello studente, fra i simboli della tragedia, è ancora come allora. I cantieri nel nucleo sono finalmente avviati, anche se la burocrazia li rallenta, ma il tessuto sociale e commerciale non esiste. È nelle periferie che vive la maggior parte dei 43'000 residenti che hanno potuto tornare alle loro case. Per Legambiente finora è stato ricostruito solo il 20%Link esterno di quanto è crollato

Gli interventi di emergenza, vantati da Berlusconi davanti al G8 pochi mesi dopo, e la ricostruzione, in parte pagata dall'Europa, hanno fagocitato miliardi di euro e sono stati segnati dagli scandali: un rapporto dell'UE ha evidenziato il coinvolgimento della criminalità organizzata. Le case provvisorie costarono troppo e furono di qualità scadente, tanto da divenire presto inabitabili.

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