Israele rimanda a Gaza 3’200 lavoratori palestinesi
3 novembre 2023, ritorno a Gaza di lavoratori palestinesi dopo quasi un mese di carcere.
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L'ufficio dell'agenzia France Presse (AFP) ha subito gravi danni a causa di un bombardamento, colpite anche alcune ambulanze.
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tvsvizzera.it/tins con RSI, Reuters, AFP
Alcune migliaia di lavoratori palestinesi che si trovavano in Israele al momento dell’attacco di Hamas, sono stati oggi rispediti a Gaza. 3’200 persone hanno così passato il valico di Kerem Shalom. L’agenzia di stampa AFP ne ha intervistate alcune, che hanno raccontato di avere trascorso 25 giorni in stato di detenzione e in condizioni deprecabili. L’agenzia ha raccolto testimonianze di pratiche assimilabili alla tortura: scosse elettriche, cani scagliati addosso e cibo e acqua ridotti al minimo. L’ONU si è detta “seriamente preoccupata: vengono rimandati indietro nonostante la gravità della situazione” a Gaza, che è sottoposta a intensi bombardamenti israeliani, ha affermato Elizabeth Throssell, portavoce dell’Alto Commissariato, durante un briefing a Ginevra.
Bombe su media e ambulanze
Nel frattempo, la stessa agenzia AFP ha comunicato che il suo ufficio nella Striscia di Gaza ha subito gravi danni ieri, giovedì, a causa di un attacco israeliano. Da Parigi, il presidente dell’agenzia Fabrice Fries ha detto di condannare “con la massima fermezza questo attacco”. “La localizzazione dell’ufficio – ha precisato Fries – era nota a tutti ed era stata ricordata a più riprese negli ultimi giorni, proprio per prevenire un attacco del genere e consentirci di continuare a testimoniare con le immagini raccolte sul terreno”. Sempre oggi, venerdì, alcune ambulanze che stavano lasciando l’ospedale di Al-Shaifa sono state bombardate. Il portavoce del Ministero della salute palestinese, Ashraf Al-Qudra, ha detto a Reuters: “la Croce rossa era informata, nel rispetto della legislazione internazionale, che si stava per muovere il convoglio con a bordo persone ferite”, che sarebbero state trasportate in Egitto attraverso il valico di Rafah o nelle regioni meridionali del Paese. Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus si è detto “scioccato dalle notizie di attacchi alle ambulanze che evacuano i pazienti vicino all’ospedale Al-Shifa a Gaza, che hanno provocato morti, feriti e danni”. Il segretario generale dell’ONS ha ribadito su X che “pazienti, operatori sanitari, strutture e ambulanze devono essere protetti in ogni momento. Sempre”.
Il Governo israeliano ha dichiarato in un primo momento di voler indagare sull’episodio, ma ha in seguito sostenuto che in una delle ambulanze ci sarebbe stata una cellula di Hamas. Israele ha oggi confermato la morte di 23 suoi soldati, mentre il numero dei palestinesi morti nella Striscia di Gaza ha raggiunto oggi quota 9’227.
La dichiarazione del leader Hezbollah
Il primo ministro Netanyahu ha sempre oggi respinto la proposta statunitense di consentire “brevi pause umanitarie” delle attività belliche per consentire l’ingresso a Gaza di beni di prima necessità. Dopo l’incontro con l’inviato USA, Netanyahu ha tenuto un discorso trasmesso dalle televisioni israeliane in cui ha precisato che il suo Paese rifiuta ogni cessate il fuoco e non consentirà l’ingresso di carburante nei Territori palestinesi. Intanto, si è tenuto oggi l’atteso discorso dal Libano del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah.
Il servizio del telegiornale della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana RSI.
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