Navigation

Aeroporto di Istanbul "nuovo hub mondiale"

Un momento della cerimonia. Copyright 2018 The Associated Press. All rights reserved

Il nuovo Aeroporto di Istanbul è stato inaugurato lunedì dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Alla cerimonia sono stati invitati oltre 50 tra leader e dignitari stranieri.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2018 - 21:10
tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 29.10.2018)

Il maxi-scalo della metropoli sul Bosforo sarà operativo da mercoledì e sostituirà del tutto Atatürk all'inizio del prossimo anno.

È frutto di un investimento complessivo di 10 miliardi e 200 milioni di euro, ha spiegato Erdogan, mentre oltre 22,1 miliardi è la cifra che il governo turco punta a incassare in un decennio dalla gestione dello scalo.

Contenuto esterno

"Sarà il nuovo hub mondiale. Lo vediamo come un investimento non solo per il nostro Paese, ma per la regione e il mondo", ha detto il presidente nel discorso inaugurale.

L'aeroporto è stato in effetti progettato per accogliere 150 milioni di passeggeri annui, ulteriormente ampliabile per gestirne 200 milioni.

Contenuto esterno


I lavori iniziati nel 2015 sono stati accompagnati da polemiche per l’impatto ambientale e rallentati dallo sciopero degli operai, che contestavano le difficili condizioni sul cantiere. I morti tra i lavoratori sono ufficialmente 33; molti di più secondo i sindacati. 

Al termine della seconda fase di lavori, nel 2028, l'aeroporto dovrebbe contare sei piste e due terminal, e occupare un'area di oltre 75 chilometri quadrati.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.