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In Giappone per ridisegnare il futuro

I leader del G7 nel paese del Sol Levante per discutere di rilancio dell'economia, delle minacce del terrorismo e anche per risolvere dispute territoriali

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 maggio 2016 - 15:43

È un'agenda particolarmente fitta quella dei leader del G7, riuniti in Giappone. Da un'economia che stenta a riprendersi, alla minaccia terroristica, alle dispute territoriali fra Cina e Giappone.

I leader delle vecchie grandi potenze si riuniscono in Giappone in un momento in cui la situazione mondiale è più instabile che mai e così la loro agenda è particolarmente carica. Terrorismo, crisi migratoria, situazione in Ucraina e in Siria e ancora un'economia mondiale che fatica a riprendersi.

Tante sfide da affrontare dapprima con una ben augurante cerimonia nel santuario che incarna l'anima dell'arcipelago giapponese.

La questione economia continuerà molto probabilmente a dividere il G7 i fra chi vorrebbe più stimoli economici per rilanciare la crescita e chi - Germania in testa - vuole che le riforme strutturali vengano davvero implementate prima di allentare i cordoni della borsa. Idee di soluzioni diverse per risolvere un problema che tutti ammettono reale: sono ancora grandi le incertezze che pesano sull'economia globale.

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