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I partiti riflettono sul 9 febbraio

Tiene ancora banco nel dibattito politico la votazione sull'immigrazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 febbraio 2014 - 20:23

A due settimane dal clamoroso voto contro l'immigrazione di massa in Svizzera ci si interroga ancora sulle conseguenze e sulle strategie da mettere in campo per ricucire l'inevitabile strappo con l'Unione europea, che negli scorsi giorni ha ribadito che sul principio della libera circolazione delle persone non si tratta. La stampa locale riporta anche delle grandi manovre dei partiti, soprattutto nell'ampio schieramento di centro-destra, che hanno iniziato a leggere il risultato uscito dalle urne alla luce delle elezioni federali del prossimo anno.

È infatti tutto da decifrare l'impatto, non del tutto scontato, che potrebbe avere il nuovo orientamento imposto da popolo e cantoni in politica estera sugli equilibri del Consiglio federale. Il capogruppo popolare democratico Filippo Lombardi in settimana aveva caldeggiato, anche in ottica elettorale, una stretta convergenza con il Partito borghese democratico mentre il consigliere federale udc Ueli Maurer, per il quale gli Accordi bilaterali con l'UE nel loro insieme vanno mantenuti, ha rivendicato per il suo partito il secondo seggio in governo perso nel dicembre 2007.

Il presidente liberale radicale Philipp Müller da parte sua ha avanzato un compromesso in materia di manodopera straniera, proponendo contingenti, di competenza esclusiva del Consiglio federale, solo in quei settori in cui vi è alta disoccupazione.

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