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Iniziato il rimpatrio degli jihadisti stranieri in carcere in Turchia

La Turchia ha iniziato le procedure di rimpatrio degli jihadisti dell'autoproclamato islamico (Isis) che si trovano nelle sue carceri. Il primo è stato, lunedì, un cittadino statunitense, indica il ministero dell'interno di Ankara.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2019 - 08:49
tvsvizzera.it/Zz/ap/ats con RSI (TG del 11.11.2019)
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"Un terrorista straniero americano è stato espulso dalla Turchia dopo che tutti i passaggi" burocratici "sono stati completati", ha spiegato il portavoce di Ankara, Ismail Catakli.

L'intenzione del governo di Recep Tayyip Erdogan di avviare i rimpatri, anche di miliziani che sono stati privati della cittadinanza dai loro Paesi, era stata anticipata nei giorni scorsi. "La Turchia non è un albergo", aveva detto il ministro dell'interno.

Nei prossimi giorni Ankara ha annunciato che saranno rimpatriate altre 24 persone, 11 francesi, 10 tedeschi, due irlandesi e un danese. Non è ancora chiaro quante siano effettivamente legate allo Stato Islamico.

Berlino ha precisato che il primo rimpatrio concerne un cittadino tedesco in che "non è in relazione all'Isis". I dieci Foreign Fighter tedeschi sarebbero sei uomini, due donne e due minori.

Nelle prigioni turche ci sono 1'200 combattenti dell'Isis, tra cui diversi occidentali ed europei. Altri 287 jihadisti, in gran parte stranieri, sono stati catturati da Ankara dopo la sua offensiva lanciata il 9 ottobre contro le forze curde dell'Ypg nel nord-est della Siria, un'operazione che secondo molti ha indebolito la lotta ad eventuali cellule isolate del sedicente Califfato. 

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