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I nazionalisti indù sbaragliano gli avversari nelle legislative indiane

Il primo ministro uscente Narendra Modi Keystone

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La coalizione capitanata dal primo ministro uscente Narendra Modi ha ottenuto una vittoria storica nelle legislative indiane, riuscendo a conservare la maggioranza nel parlamento di Nuova Delhi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 maggio 2019 - 19:18
tvsvizzera/reuters/spal con RSI (TG del 23.05.2019)

Il Partito del popolo indiano (Bjp), formazione nazionalista indù che nel 2014 aveva conquistato 282 seggi (dieci oltre la maggioranza assoluta), è saldamente in testa nel corso delle lunghe operazioni di scrutinio - protrattesi per sei settimane - relative alla Camera bassa, secondo quanto ha annunciato la commissione elettorale.

In base alle proiezioni l’Alleanza democratica nazionale guidata dal partito del premier dovrebbe eleggere 348 parlamentari su 542. L’opposizione coalizzata attorno al Partito del Congresso non andrebbe oltre gli 85 seggi. Una cocente sconfitta per la formazione di Rahul Gandhi, figlio di Rajiv, ucciso nel 1989 e di Sonia Gandhi. Il primo ministro Narendra Modi ha già promesso su Twiter che “assieme costruiremo un’India più forte e aperta. L’India vince un’altra volta!”.

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A portare acqua al mulino della formazione nazionalista indù hanno contribuito le tensioni crescenti con il rivale storico Pakistan, soprattutto dopo il sanguinoso attentato dello scorso febbraio in Kashmir. Ma gli osservatori hanno anche rilevato che il Bjp ha potuto spendere per promozioni su Facebook e Google durante la campagna elettorale una cifra sei volte superiore a quella dei suoi avversari.

Da parte sua il premier pachistano Imran Khan ha rivolto un messaggio di congratulazioni nel quale ha espresso al suo omologo l’auspicio di “lavorare per la pace, il progresso e la prosperità”. Qualche ora prima però Islamabad aveva annunciato un test balistico con gittata di 1'500 km.

Le sfide che attendono ora il nuovo governo riguardano soprattutto la crisi del settore agricolo, i cui redditi sono in calo da anni, e l’esercito di giovani che a breve si affacceranno sul mondo del lavoro.

 

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