Criminalità informatica Picco di cyberattacchi durante la pandemia

Silhouette di una persona vista in controluce e dietro le lamelle di una tapparella

Due le parole esca impiegate dai criminali informatici: coronavirus e Covid-19 [immagine d'archivio].

Keystone / Laurent Gillieron

Durante la pandemia di coronavirus, gli attacchi informatici e le frodi su Internet sono aumentati in almeno una cinquantina di Paesi. Lo rileva uno studio pubblicato dall'Interpol, secondo cui a essere presi di mira sono soprattutto siti governativi e istituzioni sanitarie.

Messaggi indesiderati, link nocivi, incidenti provocati da programmi maligni: tra gennaio e aprile, il loro numero è cresciuto vertiginosamente sull'onda della pandemia.

I criminali informatici hanno cioè cercato di sfruttare il clima di paura e incertezza economica, sociale e sanitaria per condurre tentativi di frode, estorsione di denaro, furto di dati, infiltrazione nei sistemi operativi.

Due le parole chiave usate come esca: coronavirus, Covid-19.

L'Organizzazione internazionale della polizia criminale ha interpellato 194 Stati membri. Di questi, 48 -tra i quali quasi metà dei Paesi europei- hanno partecipato allo studio.

Una recrudescenza degli attacchi e delle frodi è probabile nei prossimi mesi, in particolare in relazione al progresso dei test clinici di vaccini anti-Covid.

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