Coronavirus UE, le incognite della riapertura verso Paesi terzi

Persone camminano davanti a barriera con logo UE

Brasiliani, russi e statunitensi rischiano di aspettare ancora a lungo prima di poter tornare in Europa.

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Dal 15 giugno è possibile spostarsi liberamente, o quasi, all'interno dell'area Schengen, e l'Unione europea si prepara a riaprire i suoi confini anche a Stati terzi dal primo luglio. Le restrizioni di viaggio potrebbero essere però mantenute con alcuni Paesi, fra cui Stati Uniti e Brasile, secondo delle rivelazioni del New York Times.

Il reportage da Bruxelles pubblicato martedìLink esterno dal quotidiano indica che l'Unione europea intende continuare a vietare l'ingresso ai cittadini statunitensi perché gli USA avrebbero fallito a contenere il coronavirus. Il New York Times parla delle bozze di due liste di Paesi con cui sarà potenzialmente possibile riaprire i confini.

Un elenco conterrebbe i 47 Paesi che hanno un tasso medio di nuove infezioni nelle ultime due settimane inferiore a quello dell'UE, che è di 16 nuovi contagi su 100'000 abitanti. L'altro  i 54 paesi con un tasso inferiore a 20.

Il tasso degli Stati Uniti, sottolinea il NYT, è di 107, del Brasile 190, della Russia 80.  Questi tre Paesi, considerati a rischio, non appaiono in nessuna delle liste. La Cina, invece, è presente nei due elenchi.

Questo sarebbe in linea con le raccomandazioni della Commissione europea presentate nel corso di giugno ovvero che la riapertura dei confini per i viaggiatori extra europei deve essere decisa in base a tre criteri: il Paese deve avere sotto controllo l'epidemia a un livello simile a quello dell'UE, deve garantire misure di sicurezza durante il viaggio e deve a sua volta permettere l'ingresso a cittadini europei.

I funzionari europei hanno iniziato a dibattere sulla questione mercoledì. Attualmente, le informazioni fornite dal New York Times, non sono state né confermate né smentite.  

Il servizio della Radiotelevisione svizzera:

tvsvizzera.it/Zz/reuters con RSI (TG del 24.06.2020)

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