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La Cina torna lentamente alla normalità

Per il quinto giorno consecutivo in Cina non sono stati rilevati contagi interni, stando alle fonti ufficiali. Per contenere l'epidemia, la tecnologia ha svolto un ruolo essenziale. Nel bene e nel male.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 marzo 2020 - 13:49
tvsvizzera.it/mar con RSI (TG del 23.3.2020)
Un robot della polizia nella stazione ferroviaria di Shenzhen. Questo robot avverte le persone che non indossano una mascherina, controlla la temperatura corporea e registra le loro identità. Keystone / Alex Plavevski

Le notizie che arrivano dalla Cina sono confortanti, se si fa affidamento sulle informazioni ufficiali comunicate dalla Commissione sanitaria nazionale.

A due mesi dalla quarantena di 60 milioni di persone, la provincia dell'Hubei e il suo capoluogo non hanno segnalato nuove infezioni per il quinto giorno di fila. I 36 casi di contagio registrati nel paese sono tutti 'importati'.

Nella regione dell'Hubei, da dove è partita l'epidemia, le restrizioni sono progressivamente allentate.

In questi due mesi, la tecnologia ha assunto un'importanza preponderante. Da un lato per facilitare la vita di chi deve rimanere a casa. Dall'altro per controllare, in nome della sicurezza, la vita dei cittadini.

Il servizio della RSI:

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