Coronavirus e divertimenti Disney World riapre in una Florida sempre più contagiata

La statua di Walt Disney con Topolino e dietro il castello di Cenerentola.

Un’apertura contestata, che avviene nel mezzo della pandemia, e concessa solo nel rispetto delle nuove misure imposte per prevenire i contagi.

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Sfidando nuovamente l'epidemia che sta mettendo in ginocchio gran parte dell'America, Donald Trump è volato in Florida, nel cuore di uno dei focolai più pericolosi del momento, la contea di Miami. Intanto ad Orlando riapre Dysney World.

Florida 'hot spot' dunque, come settimane fa lo era New York. E nonostante questo lo Stato riapre in queste ore il Walt Disney World Resort, il mega resort e parco giochi di Orlando chiuso da marzo. I paradossi di un Paese dove nella giornata di giovedì si è registrato un nuovo record di oltre 65 mila persone positive al virus, con picchi non solo in Florida ma anche in Texas, in Arizona, in Mississippi, in Tennessee. 

L'apertura del parco divertimenti sarà graduale. I visitatori dovranno prenotare le visite in anticipo. Il gruppo Disney ha poi stabilito una serie di protocolli di sicurezza. Dipendenti e ospiti dovranno indossare le mascherine; la segnaletica incoraggerà un frequente lavaggio delle mani e verranno posizionate stazioni igienico-sanitarie. Le barriere fisiche saranno utilizzate ove opportuno

La capacità dei parchi sarà inoltre limitata per consentire il rispetto della distanza sociale. Ridotta anche la capacità sulle attrazioni, nei punti vendita e nelle aree di ristorazione. 

Tempesta perfetta

"Una tempesta perfetta", ammette il virologo Anthony Fauci, che frena sulle riaperture degli Stati più colpiti: "Dovrebbero ripensarci", ammonisce, spiegando come gli Stati Uniti siano ancora nel pieno della prima ondata.

E con una curva dei decessi che torna a impennarsi in maniera preoccupante: niente a che vedere con gli oltre 2.000 morti al giorno di metà aprile, ma nell'ultima settimana la media è salita a 608 pazienti deceduti contro i circa 400 di inizio luglio.

Ma Trump tira dritto sulla sua strada, e ormai accusa apertamente Fauci e gli altri esperti della stessa Casa Bianca di aver fatto "molti errori", compreso - a suo dire - quello di aver suggerito di non bloccare all'inizio dell'emergenza i voli dalla Cina.

Il servizio sulla riapertura del telegiornale:


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