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Cina, la banca centrale svaluta il renminbi

Una misura una tantum, spiega l'Istituto, che cerca così di porre un freno al rallentamento dell'economia; in luglio le esportazioni erano calate dell'8%

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2015 - 13:57

La Cina ha svalutato a sorpresa la sua moneta, il renminbi, conosicuto anche come yuan, dopo i numerosi segnali di un rallentamento della propria economia. Nel mese di luglio le esportazioni erano crollate dell'8 percento.

Si tratta di una delle maggiori operazioni della Banca popolare cinese negli ultimi 20 anni: il tasso di riferimento del renminbi nei confronti del dollaro americano è stato abbassato dell'1,9%. Una misura una tantum, spiega l'istituto centrale, che si rifiuta comunque di parlare di svalutazione.

La manovra, spiegano gli economisti, frenerà la fuga di capitali e darà ossigeno all'esportazione, in chiara difficoltà da mesi oramai. Peserà però sul potere d'acquisto dei consumatori su alcuni prodotti.

La risposta delle borse europee è per il momento improntata allo scetticismo, anche se le perdite sulle principali piazze finanziarie sono contenute. Plaudono invece gli Stati Uniti, che da anni accusano Pechino di mantenere la propria moneta artificialmente troppo bassa per favorire gli scambi commericiali.

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