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Allarme umanitario in Mozambico

Il ciclone "Idai" potrebbe aver causato una vera e propria ecatombe in Mozambico. Il bilancio temuto dalle autorità è infatti di almeno mille morti, dopo il passaggio del ciclone che ha devastato il centro del paese africano, sommergendo interi villaggi e distruggendo la maggior parte della città portuale di Beira. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 marzo 2019 - 11:06
tvsvizzera.it/fra con RSI
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I soccorsi arrivano solo dal cielo, tramite elicotteri e piccoli aerei. Colpite sono state anche alcune zone del Malawi e dello Zimbabwe.

“Le operazioni di soccorso procedono”, spiega ai nostri microfoni da Maputo, la capitale, Mirko ManzoniLink esterno, ambasciatore svizzero in Mozambico. “Si cerca però di evitare che tutto si concentri unicamente sulla città di Beira, ci sono delle zone discoste, vicino allo Zimbabwe, che già prima erano di difficile accesso e che ora raggiungere è praticamente impossibile”.

"Siamo senza fiato"

La pioggia continua a cadere, prosegue l’ambasciatore: “Siamo senza fiato. E temiamo il diffondersi del colera. Ci sono delle zone inondate di difficilissimo accesso, dove è impossibile atterrare con gli elicotteri,  e in più manca il carburante”.

Mirko Manzoni racconta di aver vissuto diverse situazioni difficili nel corso della sua carriera diplomatica, “ma questa è una situazione veramente drammatica, in tutti i sensi. È l’inferno”.

"Continua a piovere"

“La macchina degli aiuti internazionali questa volta è partita subito e funziona bene – aggiunge -, ma purtroppo ci sono dei limiti, dati anche dalle condizioni meteorologiche: continua a piovere, non ha mai smesso, è incredibile, la gente è appollaiata sui muri delle case distrutte per non rimanere in acqua”.

L'aiuto della Confederazione

Per quanto riguarda gli aiuti umanitari veicolati dalla Svizzera, la Confederazione sta concentrando i suoi sforzi su Chimoio, non lontano dallo Zimbabwe, “proprio per evitare di una concentrazione di aiuti eccessiva su Beira: Idai ha spazzato il paese, e Chimoio, con il suo aeroporto, è la porta d’accesso alle aree isolate messe in ginocchio dal ciclone”.

Processo di pace

In Mozambico, è in corso da anni un processo di pace, portato avanti anche sotto l’egida della Svizzera. “Si svolge proprio nelle zone toccate dalla calamità – conclude l’ambasciatore Mirko Manzoni, che dirige la mediazione -, zone a cui per ora non abbiamo più accesso”.

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