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Caos libico, italiani in fuga

Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni Foto Ansa

Rimpatriati con una nave molti cittadini della italiani, mentre è stata chiusa pure l'ambasciata

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 febbraio 2015 - 18:17

Ha preso avvio domenica l'operazione di rimpatrio dei tanti cittadini italiani ancora presenti in Libia. Secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri a Roma, la situazione nel paese nordafricano è tale che già da settimane gli italiani sono stati invitati a tornare in patria.

L'operazione a tutela della comunità italica in Libia attuata dal Governo Renzi e che in gergo è definita "d'alleggerimento", è già iniziata, con una nave che sta riportando cittadini in Italia, mentre sul posto restano al momento un centinaio circa di persone.

La Marina Militare sta scortando la nave che trasporta gli italiani già prelevati, mentre nel pomeriggio fonti governative a Roma hanno confermato che l'ambasciata a Tripoli ha sospeso ogni attività, garantendo solo i servizi essenziali, e il personale è tornato in Italia. Il ministro degli Esteri Gentiloni ha ribadito che "l'Italia promuove questo impegno politico straordinario ed è pronta a fare la sua parte in Libia nel quadro delle decisioni dell'ONU".

Red. MM/AGI/ANSA/AFP/EnCa

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