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Brasile, il Senato approva destituzione di Rousseff

La presidente ha sei mesi per difendersi di fronte alla Corte suprema del Brasile dall'accusa di aver truccato i bilanci

Il senato Brasiliano ha approvato giovedì mattina la destituzione di Dilma Rousseff, con 55 voti a 22. Un esito ormai scontato. La presidente ha ora sei mesi di tempo per difendersi davanti alla Corte suprema dall'accusa di aver truccato i bilanci per garantirsi la rielezione nel 2014.

Alla testa del Paese le succederà il suo vice Michel Tremer.

È impeachmente per Dilma Rousseff. Il senato brasiliano ha decretato la morte politica della presidente. Un dibattito fiume durato quasi 24 ore durante il quale sono intervenuti, uno dopo l'altro, 71 senatori.

Destituita dalla presidenza, dunque. Almeno fino al prossimo novembre, quando Dilma Rousseff sarà processata dalla corte suprema con l'accusa di avere truccato i conti pubblici per farsi rieleggere nel 2014. E non è tutto: Rosseuff, che fra poche ore dovrebbe parlare di fronte alla nazione, per i prossimi otto anni non potrà assumere nessun incarico pubblico.

Al suo posto entrerà in carica - già oggi - l'attuale vicepresidente ed ex alleato di Rousseff, Michel Temer, pure lui indagato per corruzione e nominato ad interim fino alle prossime elezioni del 2018.

Per quanto scontato l'esito del voto odierno ha tenuto per quasi un giorno l'intero paese con il fiato sospeso. La scorsa notte un po' in tutto il Brasile ci sono state proteste e manifestazioni di strada, con derive anche violente. E a festeggiare nelle prossime ore saranno coloro che chiedevano la testa di Dilma Rousseff.

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