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Cosa resta oggi del Muro di Berlino

Una coppia si bacia davanti al dipinto sul muro di Berlino che ritrae il bacio di Brezhnev con Honecker.
Il famoso bacio di Brezhnev e Honecker sul Muro di Berlino. Keystone / Markus Schreiber

In occasione del 30esimo anniversario dell’abbattimento del muro che per 28 anni ha segnato la separazione tra le due Germanie, ripercorriamo la storia di un simbolo della guerra fredda. e vediamo cosa è rimasto oggi di quell'eredità.

Accade tutto in una notte. Il 9 novembre 1989 il Governo della Germania dell’Est annuncia l’apertura della frontiera tra Berlino est e ovest. Un vago impegno del governo della Repubblica democratica tedesca a garantire la libera circolazione tra le due Germanie porta migliaia di cittadini a riversarsi verso i Checkpoint.

Poco dopo mezzanotte gli increduli telespettatori dei telegiornali di tutto il mondo assistono alla scena del primo uomo che cammina sul muro e che passa dall’altra parte indisturbato. Da non credere, l’impensabile, l’indicibile, diventa di colpo realtà e questo accade sotto gli occhi del mondo. In un attimo il baluardo della guerra fredda viene giù. Crolla con lui in una notte la storia di una cortina in mezzo all’Europa, luogo di privazioni di libertà, sofferenze e morte.

Incredibilmente tutto si risolve in un grattacapo per i vigili di Berlino ovest, alle prese con un ingorgo di Trabant. Quella notte, molti abitanti della DDR prendono infatti le loro auto per fare un giretto, come se mai fosse esistita la guerra fredda, per andare a passeggio nel lato oscuro, un tempo temuto e sognato, della città divisa. Mossi dall’istinto irrefrenabile di dare un’occhiatina, oltre l’invalicabile muro, oppure semplicemente per ritrovare parenti e amici persi da decenni, o per curiosità, per farsi una loro opinione, vedere finalmente come si sta dall’altra parte.

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Un po’ di storia 

Nel 1945 la conferenza di Jalta statuì la divisione di Berlino: una parte andò sotto il controllo dell’Unione Sovietica e una parte venne tripartita sotto il controllo di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

Fino al 1952 i cittadini di Berlino potevano muoversi da est a ovest liberamente, ma con l’inasprirsi della guerra fredda i massicci i passaggi da est a ovest dei cittadini tedeschi (tra il 1949 e il 1961 circa 2,5 milioni) indusse la DDR prendere delle precauzioni.

Per impedire le continue fughe di professionisti e lavoratori altamente specializzati, nella notte tra il 12 e il 13 agosto del 1961 il governo della DDR decise di costruire un muro attorno ai tre settori controllati dalle potenze alleate.

Il muro, costruito in tutta segretezza dalla Germania Est per impedire le continue fughe, fu formalmente presentato come una protezione antifascista. Era di fatto l’emblema della divisione fra capitalismo e comunismo, il simbolo più evidente della guerra fredda.

Nascita del muro

Nelle prime ore del mattino del 13 agosto 1961, una domenica di ferie in piena estate, furono eretti sbarramenti provvisori, sormontati da filo spinato, ai confini del settore sovietico verso Berlino Ovest. Questi sbarramenti furono poi man mano sostituiti da un muro di lastre di cemento, presidiato da sentinelle di frontiera della DDR.

Anche i palazzi e gli edifici abitativi furono attraversati dalla linea di confine tra est e ovest. Un esempio emblematico della divisione fra le due Germanie, era costituito dalla Bernauer Straße, dove i marciapiedi appartenevano a Berlino Ovest, mentre la fila di edifici apparteneva a Berlino Est. Qui il governo della DDR ritenne indispensabile murare le entrate degli edifici di quella strada e le finestre al piano terra. Gli abitanti dovettero dunque accedere alle loro abitazioni passando dalla parte dei cortili, posteriori alle abitazioni.

Da un giorno all’altro furono tagliate e separate strade, piazze, case e furono interrotti i collegamenti del traffico urbano. Le truppe della DDR avevano in serbo l’edificazione del muro da tempo, eppure il mondo sembrò preso alla sprovvista. Allo stesso presidente Kennedy, che in visita a Berlino nel 1963 disse la famosa frase “ich bin ein Berliner”, giunse la notizia molto tardi, perché irraggiungibile a causa di una provvidenziale battuta di pesca. Qualcuno vedrà in tutto ciò una buona dose di Realpolitik e un’ottima collaborazione tra i servizi segreti coinvolti: CIA, KGB e STASI. Lo stesso borgomastro Willy Brandt, reagì solo il 13 sera davanti al parlamento di Berlino, dichiarando: “L’amministrazione di Berlino denuncia le misure illegali e inumane di chi vuole dividere la Germania, opprimere Berlino Est e minacciare Berlino Ovest”.

Negli anni ampliato e perfezionato, il muro all’interno della città, che divideva Berlino Est da Berlino Ovest, aveva una lunghezza di 43,1 chilometri. La parte degli impianti di sbarramento che separava ermeticamente il resto della DDR dalla Repubblica federale tedesca raggiunse i 150 km. 

Poi la fine. Quel famoso 9 novembre 1989. Ecco allora cosa resta di quell’eredità nel nostro servizio.

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