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...e alla fine arriva Conte

Antonio Conte ai tempi della Juventus ansa

Lasciata la Juventus, l'allenatore publiese guidarà la nazionale di calcio italiana

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 agosto 2014 - 18:48

Dopo l'annuncio choc di un mese fa, quando diede l'addio alla panchina della Juventus, in molti avevano previsto una sua prossima investitura azzurra. E così, tra smentite e tira e molla, Antonio Conte è diventato il nuovo ct della Nazionale italiana, andando a succedere a Cesare Prandelli, dimessosi dopo la fallimentare campagna brasiliana.

La nomina del nuovo selezionatore era stata ritardata dall'elezione del nuovo presidente della Federazione, per sostituire l'altro dimissionario Giancarlo Abete, ma a pochi giorni dall'insediamento Carlo Tavecchio ha comunicato la sua scelta. Una decisione, finanziariamente ben sostenuta dallo sponsor tecnico degli Azzurri, che ha permesso a Conte di firmare un contratto biennale da 3,6 milioni all'anno, dei quali "solamente" 1,6 milioni verranno però pagati dalla FIGC.

Già alla guida di Arezzo, Bari, Atalanta, Siena e Juventus (con la quale ha vinto gli ultimi tre scudetti), il 45enne allenatore leccese ha vestito da giocatore la maglia della Vecchia Signora per 295 partite, segnando 29 gol e vincendo tutto quello che c'era da vincere. Vanta anche 20 presenze in Nazionale (2 reti) con le finali del Mondiale 1994 e degli Europei del 2000.

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