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Sea Watch, Carola Rackete interrogata ad Agrigento

Carola Rackete
la comandante della Sea Watch 3 Carola Rackete lascia la Procura di Agrigento dopo l'interrogatorio durato due ore. Keystone

Carola Rackete, la comandante della Sea Watch 3 indagata per aver sbarcato i quaranta migranti a bordo della nave dell'ong tedesca, ha reso la sua versione dei fatti al procuratore siciliano incaricato dell'inchiesta.

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La giovane tedesca, accompagnata dai suoi legali, è giunta alla procura di Agrigento che l’aveva convocata poco prima delle 10. La 31enne era stata arrestata il 29 giugno per essere entrata nelle acque territoriali italiane nonostante il divieto posto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e per essere entrata nel porto dell’isola siciliana dove ha urtato una motovedetta della Guardia di finanza.

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Tre giorni dopo un giudice ha revocato il provvedimento restrittivo poiché la comandante avrebbe agito in quel modo per salvare vite umane e senza mettere realmente in pericolo l’imbarcazione della Guardia di finanza. La Sea Watch resta sotto sequestro nel porto di Licata e Carla Rackete, a piede libero, è sempre indagata per resistenza a pubblico ufficiale e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

È su quest’ultima ipotesi di reato che si è svolto l’interrogatorio della comandante tedesca, accusata in particolare per aver soccorso i clandestini senza aspettare l’intervento della guardia costiera libica e per essersi diretta verso l’Italia e non in Libia, Tunisia o Paesi Bassi, paese in cui è registrata la nave dell’ong. “Sono contenta di aver avuto l’occasione di spiegare nei termini previsti la situazione” relativa al salvataggio dei profughi sulla sua nave, ha dichiarato l’indagata al termine delle due ore di interrogatorio.

Procedimenti analoghi in cui erano state coinvolte navi umanitarie erano sfociati in archiviazioni da parte delle autorità giudiziarie italiane ma il caso Sea Watch costituisce un nuovo capitolo nello scontro ong-Salvini. Il fermo di Carola Rackete ha suscitato un vasto movimento internazionale concretizzatosi nella raccolta di 1,4 milioni di euro in pochi giorni allo scopo di finanziare l’ong tedesca e le spese processuali che la coinvolgono. Mentre il parlamento catalano e la città di Parigi hanno annunciato l’intenzione di premiare la giovane comandante. 

La presa di posizione parigina ha provocato l’irritazione della destra italiana che ha criticato i silenzi francesi nel corso delle due settimane in cui la Sea Watch ha ripetutamente chiesto un approdo per i profughi soccorsi in mare.

Da parte sua Carola Rackete ha presentato una denuncia per diffamazione nei confronti del vicepremier italiano e incitamento alla violenza per i commenti sessisti per i suoi contestati interventi sui social, all’origine di commenti sessisti, violenti e minacciosi.

Sempre giovedì l’ONU ha fatto appello all’Italia tramite un comunicato affinché “metta immediatamente fine alla criminalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso” in mare.   

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