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Schiarita nelle trattative M5S-Pd

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Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2019 - 23:09
tvsvizzera/afp/ats/spal con RSI (Tg del 31.8.2019)

Le trattative tra M5S e Pd sono riprese sabato dopo alcune dichiarazioni di Luigi Di Maio che hanno rischiato di affossare il progetto prima di nascere.

"Abbiamo fatto passi in avanti", ha indicato il capogruppo dem alla Camera Graziano Delrio. Nel lungo vertice pomeridiano a Palazzo Chigi le rispettive posizioni si sono chiarite, anche se restano da sciogliere diversi nodi, a cominciare dalla composizione del futuro esecutivo.

Venerdì il leader dei grillini aveva minacciato di rompere l'accordo concluso mercoledì se il Pd non avesse accettato di realizzare venti punti del programma pentastellato. In particolare Luigi Di Maio aveva evocato il ritorno alle urne, seminando il panico sui mercati internazionali e irritando non poco il potenziale alleato di governo, che aveva parlato di "inaccettabile ultimatum".

Ma poco dopo il premier incaricato Giuseppe Conte aveva valutato le frasi del ministro del lavoro uscente come un messaggio per la sua base. "Vedremo nelle ore che verranno" ma le discussioni preliminari sono andate bene, ha precisato il capogruppo del M5S al Senato Stefano Patuanelli.

Intanto al quartier generale pentastellato si guarda con apprensione al referendum sulla piattaforma Rousseau con il quale lunedì o martedì sarà coinvolta la base grillina.

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