La giustizia italiana, dalla tragedia di Crans-Montana a Chiara Ferragni
I media svizzeri scrutano l'Italia con uno sguardo che oscilla tra fascino e scetticismo. Dalle tensioni diplomatiche per la tragedia di Crans-Montana fino all'assoluzione dell'influencer Chiara Ferragni nel caso del "pandorogate". Non mancano le preoccupazioni per l'Arena olimpica di Milano e per svolta strategica di Stellantis, che abbandona l'elettrico puro e punta sulla flessibilità, con un occhio alla Cina.
Pandorogate, Chiara Ferragni assolta dall’accusa di truffa aggravata
Iniziamo questa rassegna stampa con un articolo del quotidiano romando Le MatinCollegamento esterno che riporta la conclusione della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Chiara Ferragni, definita “la regina delle influencer italiane”. L’imprenditrice digitale è stata assolta dal tribunale di Milano dall’accusa di truffa aggravata nel caso mediaticamente noto come “pandorogate”.
Il foglio losannese ripercorre brevemente la vicenda. Il processo vedeva imputata Chiara Ferragni insieme a due collaboratori per essersi arricchita fraudolentemente attraverso operazioni commerciali legate a prodotti dolciari natalizi e pasquali, presentate come iniziative di beneficenza. Il caso, ricorda Le Matin, era scoppiato a fine 2024, quando una giornalista aveva rivelato il meccanismo dietro la vendita del “Pandoro Pink Christmas”, brandizzato Ferragni e venduto a 9 euro anziché i normali 3,70. La comunicazione lasciava intendere che l’acquisto avrebbe contribuito a una donazione a un ospedale pediatrico per la ricerca sul cancro alle ossa.
In realtà, l’azienda produttrice, Balocco, aveva già effettuato una donazione forfettaria di 50’000 euro prima del lancio dell’operazione, mentre le società della Ferragni avevano incassato oltre un milione di euro dalla vendita. Lo scandalo, continua il quotidiano losannese, si era poi allargato a uova di Pasqua vendute con un meccanismo simile. La Procura di Milano aveva chiesto una condanna a un anno e otto mesi per la Ferragni e il suo braccio destro, e un anno per il manager dell’azienda dolciaria.
Il giudice ha prosciolto tutti gli imputati. La decisione si basa su un cavillo giuridico: l’accusa di truffa aggravata, riporta Le Matin, non è stata ritenuta sussistente, mentre quella di truffa semplice è decaduta in seguito al ritiro della querela da parte dell’associazione di consumatori che aveva dato il via al processo. Il ritiro è avvenuto dopo che l’influencer ha versato un cospicuo risarcimento. L’assoluzione in sede penale, chiarisce Le Matin, non cancella però le sanzioni amministrative: la Ferragni ha già dovuto pagare una multa da un milione di euro inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratica commerciale scorretta, una cifra equivalente ai profitti realizzati.
La testata romanda sottolinea come la vicenda abbia avuto pesanti ripercussioni sull’immagine e sul business dell’influencer: la sua società TBS ha registrato una perdita di 2,3 milioni di euro nel 2025, a fronte di un utile di 4,4 milioni l’anno precedente. A questo si aggiunge la separazione dal marito, il rapper Fedez. Ora, conclude il quotidiano, assolta e tornata ad affrontare le telecamere, la Ferragni potrebbe tentare una rinascita, come suggerisce il nome di una delle sue società, “Phoenix”, ovvero fenice.
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Tragedia di Crans-Montana, l’Italia si costituisce parte civile
La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno approfondisce la reazione delle istituzioni italiane alla tragica catastrofe di Crans-Montana, dove hanno perso la vita 40 persone, tra cui sei italiani, e altre 116 sono rimaste ferite, di cui 13 connazionali. Il quotidiano zurighese riporta come il Ministro degli esteri italiano, Antonio Tajani, abbia annunciato in Parlamento l’intenzione dello Stato di costituirsi parte civile nel procedimento penale svizzero.
“Questa è una ferita inferta a tutto il Paese”, ha dichiarato Tajani in Senato, ottenendo un sostegno unanime per una risoluzione che impegna il Governo italiano a fornire “piena e continua assistenza legale” ai familiari delle vittime e ai feriti. La NZZ ricorda che la mossa politica si affianca a quella giudiziaria: la Procura di Roma ha aperto un’indagine autonoma per omicidio colposo, lesioni e disastro colposo. Un punto cruciale, evidenzia il giornale, riguarda le cause della morte. La Procura romana ha disposto le autopsie sui corpi delle vittime italiane, una decisione presa dopo aver appreso da fonti legali che in Svizzera questi esami non sarebbero stati effettuati.
Questa notizia ha suscitato “sgomento” in Italia, dove le autopsie sono una prassi anche in casi con sospetti meno gravi. Il dubbio, come riporta la NZZ, è che non tutte le vittime siano morte a causa dell’incendio. L’avvocato della famiglia di una delle vittime italiane ha dichiarato che sul corpo del suo assistito non erano visibili ustioni, e una TAC dovrà ora verificare la presenza di lesioni da schiacciamento. A rafforzare questa ipotesi, ci sarebbe la testimonianza del gestore del bar, Jacques Moretti, che avrebbe trovato diversi corpi senza vita dietro una porta chiusa a chiave, che avrebbe dovuto fungere da uscita di emergenza. La Procura di Roma si prepara a inviare una rogatoria internazionale per ottenere tutti gli atti dell’inchiesta vallesana, dalla lista degli indagati ai verbali degli interrogatori.
Nonostante la fermezza delle iniziative, l’articolo sottolinea anche i toni collaborativi. Tajani ha lodato l’atteggiamento della Svizzera e l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, dopo un incontro di un’ora e mezza con la procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud, ha parlato di “strettissima collaborazione” e ha descritto la procuratrice come una persona “attenta, rispettosa e molto sensibile”.
La virata strategica del gruppo Stellantis
Il Tages AnzeigerCollegamento esterno analizza il cambio di rotta strategico del gruppo Stellantis, il quinto produttore di auto al mondo. Se fino a pochi anni fa la propulsione elettrica era considerata la via maestra, ora il colosso multimarca (che include, tra gli altri, Fiat, Maserati, Alfa Romeo, Lancia, Peugeot, Citroën, Opel, Jeep e Chrysler) sta adattando i suoi piani alle nuove realtà del mercato.
Sotto la precedente gestione di Carlos Tavares, sottolinea il quotidiano, la linea era quasi intransigente: un forte taglio dei costi e una spinta decisa verso l’elettrico, con l’obiettivo per alcuni marchi di abbandonare i motori a combustione già nel 2028. “Questa è storia”, scrive il giornale zurighese. Con il nuovo CEO, Antonio Filosa, Stellantis sta operando una decisa virata. Pur mantenendo un occhio di riguardo per i costi, la strategia di elettrificazione viene ridimensionata. I clienti potranno acquistare più a lungo del previsto modelli con motorizzazioni alternative, come mild-hybrid o plug-in hybrid.
L’esempio più recente e clamoroso, sottolinea il Tagi, è la Fiat 500e: nonostante nasca su una piattaforma esclusivamente elettrica, gli ingegneri sono riusciti a reintegrare motore a benzina, cambio, serbatoio e scarico, per offrire una versione ibrida. Questa scelta si sta rivelando una salvezza, data la frenata nella domanda di auto elettriche.
A beneficiarne maggiormente, secondo il Tages Anzeiger, sarà l’Alfa Romeo: i successori di Giulia e Stelvio, inizialmente previsti come solo elettrici, slittano al 2027 e saranno offerti sia in versione elettrica che ibrida. Per quanto riguarda l’elettrico “accessibile”, Opel prevede una nuova Corsa elettrica a circa 25’000 franchi, ma il modello attuale a benzina, un campione di vendite, continuerà a essere venduto “finché il mercato lo richiederà”.
Secondo il Tages Anzeiger, la vera novità strategica, però, è la partnership con il produttore cinese Leapmotor. Stellantis ha stretto un accordo con questa giovane ma aggressiva azienda, che potrebbe diventare il vero “motore dell’elettrificazione” del gruppo. Stellantis, conclude il foglio zurighese, inizierà a produrre il SUV elettrico Leapmotor B10 nel suo stabilimento spagnolo di Saragozza, per aggirare i dazi e venderlo a un prezzo ancora più competitivo. Circolano inoltre voci che lo stesso modello possa essere venduto anche con il marchio Opel, offrendo così ai tedeschi un veicolo elettrico compatto a un prezzo molto attraente. Una mossa che, chiosa il quotidiano elvetico, potrebbe essere replicata anche per altri marchi del gruppo come Citroën e Fiat.
Per la sua pista di pattinaggio olimpica, Milano entra nei tempi di recupero
Concludiamo con una notizia sugli imminenti Giochi olimpici di Milano Cortina 2026. Il quotidiano 20 Minuten fa il punto sullo stato di avanzamento dell’Arena Santa Giulia di Milano, la struttura che ospiterà il torneo di hockey su ghiaccio delle Olimpiadi invernali. Un tema che interessa molto da vicino gli svizzeri che hanno grandi aspettative nel torneo olimpico di hockey su ghiaccio. A meno di un mese dall’evento, sottolinea la testata online, il cantiere è ancora in piena attività, una situazione che genera un misto di preoccupazione e fiducia.
L’articolo dà voce ai protagonisti: i giocatori di hockey che hanno partecipato a un torneo di prova nel fine settimana si sono detti soddisfatti della qualità del ghiaccio, definendola “una esperienza positiva”. Gregorio Gios, capitano dell’Asiago, ha confermato che non ci sono stati problemi particolari, nonostante una precedente interruzione per un buco nel ghiaccio.
20 Minuten sottolinea come la stampa internazionale, inclusa quella nordamericana, sia accorsa a Milano proprio per verificare lo stato dei lavori, e “c’è poco da dire che alcuni media torneranno a casa perplessi”. L’arena, descritta come una “specie di disco volante posato in una zona incolta”, è ancora un cantiere aperto. All’interno mancano strutture fondamentali come bar e negozi, alcuni bagni sono chiusi e gli spazi appaiono “giganteschi e ancora troppo spogli”. Vengono evidenziate soluzioni provvisorie, come le tribune tubolari installate dietro una delle porte, dove sorgerà il palco per i futuri concerti, dato che la struttura sarà polifunzionale.
Nonostante l’aspetto incompleto, ammette la testata, l’affluenza alle partite di prova è stata buona, grazie anche ai prezzi dei biglietti molto bassi (da due a otto euro) e a un sistema di navette. Gli organizzatori ostentano sicurezza, scrive ancora 20 Minuten. Christophe Dubi, direttore esecutivo dei Giochi, usa una metafora culinaria: “È come quando preparate una cena per le 20. Alle 19:58 siete ancora ai fornelli”. Dubi assicura che il livello di preoccupazione è “crollato” dopo i test del fine settimana e che 1’000 persone lavorano 24 ore su 24 per completare l’opera.
Anche Andrea Varnier, presidente del comitato organizzatore, ammette che “resta ancora molto da fare”, ma si dice convinto che l’obiettivo sarà raggiunto. L’articolo si chiude con una frase che è diventata un classico quando si parla di scadenze italiane: “L’Italia è sempre stata decisiva nei tempi di recupero”.
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