Italia, cronache di un Paese diviso tra sfruttamento, violenza e vecchi fantasmi
Dallo sfruttamento dei rider di Glovo ai fantasmi delle guerre passate con il caso degli “sniper-safari”. E ancora, la cronaca nera con un violento assalto in Puglia e l’allarme per il crescente antisemitismo. La stampa svizzera punta i fari sull’Italia, tra questioni sociali, violenza e memoria.
La procura di Milano contro Glovo per presunto sfruttamento dei rider
Apriamo questa rassegna stampa con una notizia che ha fatto discutere in Italia. Come scrive il quotidiano SüdostschweizCollegamento esterno, la procura di Milano ha messo nel mirino Foodinho, la filiale italiana della piattaforma di consegne Glovo, per sospetto di sfruttamento dei suoi corrieri. Secondo gli inquirenti, riferisce il quotidiano della Svizzera orientale, i rider ricevono una paga di appena 2,50 euro a consegna e sono costantemente monitorati tramite l’app. La testata elvetica riporta le testimonianze di alcuni dei 39 corrieri ascoltati dai Carabinieri, che raccontano di percorrere fino a 60 chilometri al giorno in qualsiasi condizione meteorologica, per 20 o 30 consegne nelle giornate di punta.
La Südostschweiz sottolinea come i rider, localizzati via GPS, vengano sollecitati dall’app in caso di ritardo e penalizzati nel ranking se rifiutano un ordine, ricevendo di conseguenza meno proposte. Formalmente, come precisa il giornale, i circa 40’000 corrieri di Glovo in Italia sono considerati lavoratori e lavoratrici autonomi, ma di fatto sono diretti dalla piattaforma. Glovo, di proprietà della tedesca Delivery Hero, è leader di mercato in Italia e Spagna. La procura di Milano, come riporta la Südostschweiz, parla di una paga “inadeguata” che in alcuni casi scende del 75% sotto la soglia di povertà, configurando un vero e proprioa “sfruttamento di manodopera”.
Per porre fine a questa situazione “illegale”, che viola non solo la legge ma anche la Costituzione italiana, il pubblico ministero, come evidenzia la Südostschweiz, ha nominato un amministratore giudiziario per supervisionare la gestione di Foodinho. Il suo compito sarà garantire ai lavoratori e alle lavoratrici uno status contrattuale corretto e il rispetto delle norme sul lavoro. Glovo, da parte sua, ha negato le accuse di sfruttamento e ha promesso piena collaborazione con la giustizia.
L’articolo ricorda che non è la prima volta che la magistratura italiana interviene contro il fenomeno dei finti autonomi, avendo già costretto decine di aziende, non solo nel settore delle consegne, ad assumere regolarmente oltre 52’000 persone, con un recupero per il fisco di oltre un miliardo di euro.
Ogni settimana proponiamo un riassunto dei temi che riguardano l’Italia di cui si è occupata la stampa della Svizzera tedesca e francese. Se vi interessa riceverla comodamente nella vostra casella di posta elettronica, potete abbonarvi alla nostra newsletter gratuita “La selezione della settimana”.
Sniper-safari in Bosnia, il primo accusato è un pensionato italiano
La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno (NZZ), ritorna sul caso degli “sniper-safari” durante la guerra in Bosnia. Il quotidiano scrive che la vicenda ha finalmente un primo accusato: un pensionato del nord Italia. La storia, portata alla luce dallo scrittore milanese Ezio Gavazzeni, riguarda presunti turisti di guerra, anche italiani, che avrebbero pagato ingenti somme per sparare a civili da postazioni serbe durante l’assedio di Sarajevo tra il 1992 e il 1996. Le accuse, inizialmente accolte con scetticismo, hanno ora un volto, come riporta la NZZ.
La Procura di Milano, sottolinea il quotidiano svizzero, ha infatti iscritto nel registro degli indagati un uomo di 80 anni, ex autista, accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi. L’uomo, descritto dai media italiani come un cacciatore e nostalgico del fascismo, si sarebbe vantato pubblicamente di aver sparato a civili inermi a Sarajevo. Durante l’interrogatorio, come precisa la Neue Zürcher Zeitung, l’indagato ha respinto ogni accusa, definendo le testimonianze a suo carico come “interpretazioni esagerate dei suoi racconti da bar”.
Le indagini, comunque, non si fermano qui. Sempre secondo il foglio zurighese, gli inquirenti stanno seguendo anche altre piste che portano a un uomo d’affari di Torino, a un ex militare friulano che prestò servizio nella Forza di protezione delle Nazioni Unite UNPROFOR e a un banchiere di Trieste. Le ricerche di Gavazzeni che hanno dato il via all’inchiesta, rileva ancora la NZZ, si basano anche sulle dichiarazioni di Edin Subasic, un ex agente dei servizi segreti bosniaci, che per primo scoprì indizi su questi macabri safari.
Secondo Subasic, anche i servizi segreti italiani furono informati all’epoca e riuscirono a interrompere il flusso di “turisti” da Trieste. La Neue Zürcher Zeitung riferisce inoltre che alle indagini partecipano anche autorità giudiziarie di Belgio, Francia e Svizzera, sebbene il l’Ufficio federale di giustizia non abbia ancora confermato la ricezione di una richiesta di assistenza giudiziaria. Durante l’assedio di Sarajevo, si stima che circa 600 persone, tra civili e soldati, siano state uccise da cecchini, su un totale di oltre 10’000 vittime, conclude il quotidiano elvetico.
Assalto a furgone portavalori in Puglia, coinvolto un ex paracadutista
Cambiamo decisamente argomento. Il quotidiano romando 24 HeuresCollegamento esterno riferisce di un assalto a un furgone portavalori che ha paralizzato un’autostrada in Puglia, tra Brindisi e Lecce. Come in una scena da film d’azione, un commando di otto persone ha bloccato la circolazione incendiando un tir e spargendo chiodi sull’asfalto, intrappolando così le persone nelle auto e creando una zona isolata per l’attacco. I malviventi, come riporta il quotidiano losannese, hanno poi fatto fuoco contro il blindato e utilizzato una carica di dinamite per aprirlo.
Un carabiniere fuori servizio, presente per caso, ha dato l’allarme e si è lanciato all’inseguimento dei rapinatori in fuga a bordo delle auto sottratte ai civili. La reazione del commando, sottolinea 24 Heures, è stata di una violenza inaudita, con raffiche di kalashnikov contro l’auto di pattuglia. “Credo che sparassero per uccidere”, ha dichiarato il militare ai media italiani. La successiva caccia all’uomo ha visto l’impiego di numerose pattuglie e di un elicottero, che ha individuato un veicolo sospetto in una zona rurale.
Come descrive il figlio romando, due uomini sono stati intercettati e, dopo una fuga a piedi e un violento corpo a corpo con i carabinieri (un agente è rimasto ferito), sono stati arrestati. Un dettaglio inquietante, evidenziato dal giornale locale Brindisi Report e ripreso da 24 Heures, è che uno degli arrestati sarebbe un ex paracadutista del “Col Moschin”, il reggimento d’élite delle forze speciali italiane, il che spiegherebbe la professionalità dell’operazione.
L’aspetto più ironico della vicenda, conclude 24 Heures, è che il colpo è fallito. Un sistema di sicurezza a bordo del furgone, chiamato “spumablock”, ha spruzzato una schiuma chimica che, solidificandosi, ha impregnato le banconote, rendendole inutilizzabili.
Antisemitismo in Italia, una nuova legge divide l’opinione pubblica
L’antisemitismo in Italia è in aumento, con un’impennata di incidenti dall’ottobre 2023. Lo scrive la Basler ZeitungCollegamento esterno (BAZ) che riporta i dati del “Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea”. Secondo il Centro, nel 2025 sono stati registrati 957 episodi di antisemitismo, più di due al giorno. In crescita rispetto agli anni precedenti. Un attacco a una sinagoga a Roma e slogan pro-palestinesi su una targa che commemora un bambino ebreo ucciso nel 1982 hanno destato particolare preoccupazione, creando un “clima di intimidazione”, come ha dichiarato il presidente della comunità ebraica romana Victor Fadlun alla Basler Zeitung.
Il giornale svizzero sottolinea come la situazione italiana sia peculiare per le imponenti manifestazioni a sostegno della Palestina, con una linea non sempre netta tra critica a Israele e antisemitismo. La Basler Zeitung evidenzia la reazione del Governo di destra di Giorgia Meloni, che ha proposto una nuova legge per combattere l’antisemitismo. Questa mossa, però, è vista con criticità dall’opposizione e da molte personalità intellettuali, che temono un’equiparazione tra la critica allo stato di Israele e l’odio antiebraico.
Il quotidiano basilese dà voce a queste preoccupazioni riportando l’appello di intellettuali come la storica Anna Foa. Quest’ultima, intervistata dalla BAZ, definisce “folle” l’idea di rendere reato il paragone tra la Shoah e la situazione attuale a Gaza, sottolineando come molti ebrei nel mondo critichino Israele senza per questo essere antisemiti. La storica spiega la vasta partecipazione alle manifestazioni pro-Palestina con la tradizione della sinistra italiana, ma riconosce anche la necessità di fare chiarezza su concetti come il sionismo.
Infine, come conclude la Basler Zeitung, un dato significativo è la dimensione esigua della comunità ebraica in Italia: solo 23’000, lo 0,05% della popolazione. “Molti italiani non hanno mai visto un ebreo in vita loro”, afferma Anna Foa al giornale, una frase che mette in luce la distanza tra la percezione del problema e la realtà quotidiana del Paese.
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