Navigation

Siria, "Il silenzio internazionale è pesante e immorale"

Incontro della Radiotelevisione svizzera con Padre Jihad Youssef, monaco della comunità cattolica di Mar Musa fondata in Siria dal gesuita italiano Paolo dall'Oglio, rapito nel 2013 dallo Stato Islamico.

Questo contenuto è stato pubblicato il 01 novembre 2019 - 19:32
tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 01.11.2019)
Padre Youssef si trova attualmente a Milano. RSI-SWI

"La cosa più difficile in queste situazioni è conservare la fede". Padre Jihad Youssef, che la Radiotelevisione svizzera ha incontrato a Milano. Descrive in questo modo gli otto anni la guerra che ha devastato per otto anni la Siria Padre Jihad Youssef.

È un monaco della comunità cattolica di Mar Musa, fondata a nord di Damasco dal gesuita italiano Paolo dall'Oglio, rapito dall'Isis sei anni fa e di cui da allora non si ha più notizia. 

"Padre Paolo è ancora vivo, per lo meno in noi", dice Youssef, augurandosi che un giorno, nonostante l'assenza di notizie, dall'Oglio venga ritrovato ancora in vita. "In ogni caso, quando un monaco esce di caso offre la vita al Signore, non importa quando la prende fisicamente."

L'intervista completa è disponibile qui sotto: 

Contenuto esterno

​​​​​​​

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: tvsvizzera@swissinfo.ch

Partecipa alla discussione!

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.