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Sì di Conte alla TAV

Il capo del governo italiano, Giuseppe Conte, ha sostenuto martedì che non realizzare la linea ad alta velocità (TAV) tra Torino e Lione costerebbe più che farla e a decidere di fare marcia indietro portrebbe essere "solo il Parlamento". Le dichiarazioni del premier sembrano mettere sotto pressione il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario all'opera, ma potrebbe paradossalmente riappacificare gli animi in seno al Governo giallo-verde.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2019 - 14:01
tvsvizzera.it/Zz/afp con RSI (TG del 24.07.2019)
Conte ribadisce di non aver cambiato idea. Ad essere cambiata sarebbe la situazione. Keystone / Ettore Ferrari


"Sono intervenuti fatti nuovi di cui dobbiamo tenere conto nella risposta che venerdì il Governo dovrà dare per evitare la perdita dei finanziamenti europei", ha chiarito il premier italiano in un video. 

Uno di questi nuovi elementi è che l’Europa si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontaliera dal 40 al 55% e questo ridurrebbe notevolmente i costi per l’Italia.

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Secondo l'agenzia di stampa francese afp, a far rimettere in carreggiata il progetto sono state anche le elezioni europee. Gli elettori piemontesi hanno infatti sostenuto all'85% Lega o Partito Democratico, che sostengono la costruzione. 

Di Maio: "Non abbiamo paura di restare soli"

Ad essere contrario è il Movimento 5 stelle del vicepremier Luigi di Maio. Quest'ultimo ha ribadito su facebook il proprio "forte, convinto e deciso" no.

"Non abbiamo paura di restare soli, siamo sempre stati soli davanti ai partiti ed è sempre stato motivo di orgoglio. Avremmo anche potuto governare da soli, se tutti gli altri non si fossero messi d’accordo per fare una legge elettorale, poco prima del voto, che ci impedisse di guidare autonomamente il Paese", si legge in un lungo post. 

Secondo alcuni, l'annuncio di Conte potrebbe paradossalmente riappacificare gli animi in seno al governo Giallo-Verde, essendo la TAV una delle questioni di maggiore contrasto tra Lega e Movimento 5 Stelle.  

Il presidente del Consiglio si prenderebbe in questo modo la responsabilità del sì alla TAV, togliendola dalle spalle del M5S, che in tutta probabilità si ritroverà in minoranza a ribadire il proprio no in Parlamento. 

Resta però da vedere, nell'eventualità che la TAV ottenga il via libero definitivo, quale sarà la reazione dei sostenitori del M5S e di chi da anni si batte contro il progetto.

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