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linea torino-lione La TAV bocciata dall'analisi costi-benefici

I lavori sul cantiere francese di Saint-Martin-La-Porte

I lavori sul cantiere francese di Saint-Martin-La-Porte 

(telt-sas-com)

Come era stato ampiamente anticipato nelle scorse settimane l’analisi costi-benefici messa a punto dal gruppo di esperti incaricato dal Ministero dei trasporti sulla nuova linea Torino-Lione indica un saldo negativo tra i sette e gli otto miliardi di euro.

Nello scenario 'realistico' il valore attuale netto economico (Vane), ovvero la somma delle due voci calcolate di qui al 2059, scrive il rapportoLink esterno pubblicato sul sito del Ministero dei trasportiLink esterno, “risulta pari rispettivamente a -6’995 milioni considerando i costi ‘a finire’ (escludendo i soldi già spesi) e a -7’949 milioni qualora si faccia riferimento al costo intero”.

Anche se si assumono i dati relativi alla crescita dei flussi di merci e passeggeri - ritenuti “non verosimili” - contenuti nella precedente analisi del 2011, “il progetto presenta una redditività fortemente negativa”.

vertenza Torino-Lione TAV, "Impatti limitati per la Svizzera"

In questi giorni è attesa l'analisi costi-benefici del gruppo di esperti incaricato dal ministero dei trasporti sulla controversa linea.

Questo contenuto è stato pubblicato il 1 febbraio 2019 8.22

I dettagli dell'analisi

Nello specifico il testo di 79 pagine stima costi complessivi 'a finire' pari a 12’412 milioni: 7’658 milioni di investimento complessivo, 222 milioni manutenzione, 1’619 entrate dello Stato e 2’913 surplus concessionari autostradali. I 'benefici' vengono calcolati invece in 5’417 milioni: 1'785 milioni per esternalità; 1 miliardo per congestione stradale; 1’370 milioni di surplus merci; 1’218 milioni surplus passeggeri e 44 milioni surplus operatori ferroviari produttori. Viene poi descritto un secondo scenario, definito Osservatorio 2011, secondo il quale i costi ammonterebbero a 21’970 miliardi, a fronte di benefici pari a 14’165 milioni.

Un altro dato approfondito dall’indagine riguarda i costi derivanti dall’abbandono dell’opera: in caso di interruzione definitiva dei lavori, secondo quanto si desume dalla relazione tecnico-giuridicaLink esterno collegata all’analisi coordinata dall’economista Marco Ponti, il costo massimo tra penali e rimborsi potrebbe raggiungere i 4,2 miliardi ma in molti casi, viene sottolineato, si tratta di importi massimi difficilmente raggiungibili.

Commenti opposti

Il ministro dei Trasporti, il grillino Danilo Toninelli, ha sottolineato in proposito che, "come ciascuno adesso può vedere da sé, i numeri dell'analisi economica e trasportistica sono estremamente negativi, direi impietosi" ma la decisione in merito spetta al governo “nella sua piena collegialità”.

Da parte sua il commissario straordinario per la Torino-Lione Paolo Foietta ha affermato che “dalla farsa si è passati alla truffa, (…) realizzata per far quadrare i conti in base a quello che vuole il padrone” e ha aggiunto che “i costi sono ampiamente gonfiati mentre c’è un’enorme sottovalutazione dei benefici ambientali e sociali”.

Di sicuro la gestione del progetto è destinata a influire direttamente sulle sorti della coalizione giallo-verde: sulla Tav il M5S ha costruito buona parte della sua campagna politica e della sua base elettorale mentre l’alleato Salvini, attento alle istanze dei ceti produttivi del Nord, si è sempre detto favorevole al completamento dell’opera. L’interrogativo a questo punto riguarda la tempistica della decisione del governo, che potrebbe aprire divergenze insanabili nella maggioranza, alla luce dell’appuntamento elettorale delle Europee previsto a fine maggio.

 

 

tvsvizzera/spal

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