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Giro del mondo in bicicletta interrotto dal virus

Simona e Daniele, partiti da Roma in bicicletta nel 2014, hanno attraversato Europa, Asia, Australia e Americhe. Il lockdown li ha sorpresi in Perù e così hanno deciso di tornare in Italia con un volo di rimpatrio organizzato dall'ambasciata italiana.

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2020 - 18:18
Gilberto Mastromatteo, RSI News
Simone e Daniele di passaggio in Svizzera, pronti ad affrontare il passo del Furka che li porterà dal Vallese ai Grigioni. G. Mastromatteo


Il progetto dei due ciclisti era semplice e ambizioso: scalare in bicicletta i sette passi di montagna più alti al mondo. I protagonisti: Simona Pergola e Daniele Carletti, due ragazzi di Roma che, non a caso, hanno voluto intitolare il loro viaggio “Dai sette colli ai sette passiLink esterno”.

Sono partiti sei anni fa dal Campidoglio e hanno pedalato in quattro continenti e 35 Paesi, doppiando cinque passi. Stavano per affrontare il sesto, quello più alto, sulle Ande peruviane. Erano a Lima, quando li ha sorpresi il lockdown planetario per contenere la pandemia da Covid-19.

Lo scorso 13 aprile hanno deciso di tornare in Italia, su un volo di rimpatrio organizzato dall'ambasciata. Surreale l'ultima tappa, dall'aeroporto di Fiumicino a casa, nel silenzio di una Roma in quarantena.

Ma Simona e Daniele non si arrendono. Con la loro Becycling.netLink esterno termineranno il viaggio non appena sarà possibile. Ci sono ancora Patagonia e Africa ad attenderli. L'obiettivo: supportare l'uso della bici nelle città. Il mezzo di trasporto ideale per la fase due, secondo le Nazioni Unite. Per oggi, 3 giugno, l'OnuLink esterno ha indetto la Giornata mondiale della biciclettaLink esterno.

Ecco un'intervista e qualche suggestiva immagine del loro viaggio:

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